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Il ritorno dell'innovazione in Europa: la creatività guida la crescita dell'Italia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Financial Times, Telegraph, Echos

12 Dicembre 2017 alle 09:15

Il ritorno dell'innovazione in Europa: la creatività guida la crescita dell'Italia

foto Pixabay

Avvertimento agli Usa, la riforma delle tasse infrange i trattati
Londra, 12 dic 08:37 - (Agenzia Nova)  - I ministri delle Finanze dei cinque più grandi paesi d'Europa hanno scritto una lettera al ministro del Tesoro degli Stati Uniti per avvertirlo degli effetti negativi della proposta riforma delle tasse: i ministri di Francia, Germania, Italia, Spagna e Gran Bretagna sostengono che essa contravviene alle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e ai trattati sulla doppia tassazione e rischia di danneggiare il commercio e gli investimenti tra Europa e Stati Uniti. Nel mirino della missiva degli europei al segretario al Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, c'è in particolare la riforma preparata dall'amministrazione Usa con l'intento di contrastare "l'erosione della base imponibile e gli abusi nel pagamento delle tasse", attraverso incentivi fiscali finalizzati a convincere le multinazionali statunitensi a rimpatriare negli Stati Uniti i profitti realizzati all'estero.
Il ritorno dell'innovazione in Europa: la creatività guida la crescita dell'Italia
Londra, 12 dic 08:37 - (Agenzia Nova)  - Il quotidiano economico britannico "The Financial Times" pubblica oggi martedì 12 dicembre una pagina speciale dedicata all'innovazione in Europa, al cui interno c'è una sezione sulle eccellenze nell'industria manifatturiera dell'Italia: l'articolo è realizzato dall'inviata Rachel Sanderson e parte dal reportage su una piccola azienda, la IMA di Lippo di Calderara e di Zola Predosa, per evidenziare come la regione dell'Emilia-Romagna sia diventata la locomotiva della ripresa economica dell'Italia, che guarda all'esportazione grazie appunto all'innovazione hi-tech.
Bae ottiene un contratto per la vendita dei caccia Typhoon al Qatar, ma come impatterà sui futuri accordi?
Londra, 12 dic 08:37 - (Agenzia Nova)  - Le azioni Bae Systems hanno registrato un balzo importante ieri lunedì 11 dicembre alla Borsa di Londra alla notizia dell'accordo per la vendita al Qatar di 24 cacciabombardieri "Typhoon" firmato l'altroieri, domenica, a Doha dal ministro della Difesa britannico Gavin Williamson e dal suo collega qatariota Khalid bin Mohammad Al Attiyah: al programma di costruzione partecipano per un terzo ciascuno il gruppo britannico della difesa, il gigante aeronautico franco-tedesco Airbus e l'azienda italiana Leonardo (ex Finmeccanica, ndr). L'accordo comprende anche l'armamento con missili "Brimstone" e "Meteor" costruiti da Mbda, una compagnia anch'essa detenuta paritariamente da Bae Systems, Airbus e Leonardo, nonché la fornitura dei radar e dell'elettronica difensiva prodotti da Leonardo nei suoi stabilimenti britannici di Luton ed Edimburgo: includendo l'addestramento di tecnici e piloti qatarioti ed il supporto logistico, il contratto ha un valore complessivo di circa 6 miliardi di sterline (quasi 7 miliardi di euro, ndr). Il quotidiano "The Telegraph" nota tuttavia che l'acquisto dei "Typhoon" da parte del Qatar non è motivato dalle sue effettive necessità militari quanto piuttosto dal desiderio di quel paese di stringere i propri legami con i paesi occidentali per uscire dall'isolamento diplomatico in cui si trova: e ciò, secondo il "Telegraph", potrebbe avere un impatto negativo sulla sperata vendita di un secondo lotto di cacciabombardieri prodotti da Bae Systems all'Arabia Saudita, che appunto ha rotto le sue relazioni diplomatiche e commerciali con il Qatar a causa del sostegno offerto da quest'ultimo al movimento radicale islamico dei Fratelli musulmani.
 
   
Italia: dopo il salvataggio delle banche venete inizia la caccia ai responsabili
Parigi, 12 dic 08:37 - (Agenzia Nova)  - Archiviato il salvataggio di 2,2 milioni di clienti di Veneto banca e Popolare di Vicenza da parte di Intesa Sanpaolo, continua la caccia ai responsabili. È quanto afferma “Les Echos”, ricordando che lo scorso 15 settembre la Bce aveva annunciato l’applicazione di due multe da 11,2 milioni di euro a Popolare di Vicenza. A questo ai aggiunge poi la commissione di inchiesta parlamentare che mette in luce le “defaillance” nella vigilanza di Banca d'Italia e Consob. “Le dichiarazioni contraddittorie e le accuse reciproche mostrano l’assenza di collaborazione tra Bankitalia e Consob” spiega il quotidiano, notando che una simile situazione “intacca ancora di più la reputazione delle due istituzioni, già messa male in questi ultimi mesi".
 

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