La passione (molto italiana) dei magistrati per la politica

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Bloomberg Business Week, Handelsblatt, Vanguardia

6 Dicembre 2017 alle 10:21

La passione molto italiana dei magistrati per la politica

Foto LaPresse

La passione dei magistrati per la politica

Madrid, 6 dic 08:27 - (Agenzia Nova) - La divisione dei poteri delineata dal Barone di Montesquieu non è mai stata facile da applicare, neanche nelle democrazie più avanzate. Esordisce così l’articolo del quotidiano spagnolo “La Vanguardia” che si propone di analizzare la singolare tendenza italiana che vede da molti anni importanti magistrati affacciarsi al mondo della politica. L’ultimo caso emblema del fenomeno è Pietro Grasso, attuale presidente del Senato italiano e noto magistrato antimafia che, come altri prima di lui, ha deciso di abbandonare il ruolo di guardiano della legge in favore di quello di redattore delle leggi. L’articolo prosegue con un excursus dei più noti magistrati italiani che hanno optato per una carriera politica: da Luciano Violante nel 1979 ad Antonio Ingroia nel 2013, passando per Antonio Di Pietro, Luigi de Magistris e Michele Emiliano.

Leggi l’articolo della Vanguardia

Telecom Italia punta a riconquistare la fiducia degli investitori

New York, 6 dic 08:27 - (Agenzia Nova) - L'Ad di Telecom Italia, Amos Genish, è deciso a ristabilire il rating di merito creditizio dell'ex monopolista italiano il prossimo anno, dimostrando progressi concreti nel processo di riduzione del debito aziendale, portandolo da 3,1 a 2,7 volte l'Ebitda aziendale. "Entro la fine del 2018, le agenzie di rating dovrebbero valutare positivamente di riassegnarci l'investment-grade", ha detto l'amministratore delegato nel corso di un'intervista a "Bloomberg". Genish, divenuto Ad di Telecom lo scorso settembre, ha dichiarato che l'azienda sta dialogando con le agenzie e ne ha tratto riscontri positivi. Il nuovo Ad lavora per ristabilire la fiducia degli investitori nell'azienda dopo un periodo di turbolenze nel management e tensioni con il governo italiano, dovute ai tentativi del principale azionista, Vivendi Sa, di consolidare il proprio controllo sulla compagnia. 

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

Italia: arrestata la boss che voleva riorganizzare Cosa nostra

Madrid, 6 dic 08:27 - (Agenzia Nova) - La polizia italiana ha arrestato 25 persone a Palermo con l’accusa di associazione mafiosa ed estorsione. Tra queste c’è anche Maria Angela Di Trapani, figlia, sorella e moglie di esponenti mafiosi. Il nome della Di Trapani era stato indicato da diversi mafiosi pentiti e collaboratori come capo del clan della mafia Resuttana, un quartiere di Palermo. La donna avrebbe preso il posto del marito, lo storico boss Salvino Madonia detenuto sotto il regime del 41 bis, rendendosi sua vice e portavoce fuori dal carcere. Le autorità italiane, stando a quanto pubblicato dai quotidiani spagnoli “El Pais” ed “El Mundo”, ritengono che la Di Trapani stesse cercando di riorganizzare la cupola mafiosa di Cosa Nostra in seguito alla recente morte di Totò Riina.

Leggi l’articolo del Pais

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Migrazioni: redistribuzione rifugiati nell'Ue, ancora nessun progresso

Berlino, 6 dic 08:27 - (Agenzia Nova) - La disputa per la distribuzione dei profughi nell’Unione europea si trascina da più di due anni e le posizioni si sono irrigidite: Germania e Svezia insistono sul fatto che tutti gli Stati membri dimostrino la solidarietà e l’impegno ad accogliere i richiedenti asilo provenienti da Italia e Grecia. L’Ungheria e la Polonia respingono tale prospettiva categoricamente. La Slovacchia e la Repubblica Ceca insistono sul fatto che la redistribuzione possa avvenire solo sul piano volontario. La presidenza di turno estone dell’Unione europea ha presentato una nuova proposta di compromesso nel tentativo di offuscare il confine tra inclusione volontaria e obbligatoria. La proposta prevede che i paesi partecipino alla redistribuzione sulla base di una quota fissa se uno stato della Ue è sottoposto a un’alta pressione migratoria. Ai paesi più riluttanti, però, verrebbe concesso di “chiedere una sospensione temporanea di tutte le misure di solidarietà a causa di circostanze impreviste e straordinarie". Inoltre, dopo la riforma dei regolamenti Dublino, dovrebbe esserci un periodo transitorio di tre anni per i Paesi con scarse esperienze di richiedenti asilo. Come incentivo finanziario, la proposta prevede un pagamento compensativo dal bilancio dell’Unione che può arrivare fino a 30.000 euro per richiedente asilo reinsediato. La redistribuzione dall’Italia e dalla Grecia, resa vincolante dal Consiglio nel settembre 2015, non è mai decollata a causa di problemi logistici e mancanza di volontà politica. Polonia, Repubblica ceca e Ungheria non hanno ricevuto un solo richiedente asilo. Ci si aspetta che i leader della Ue trovino un accordo entro la fine di giugno 2018 circa la riforma delle regole di Dublino, come dichiarato dal presidente del Consiglio, Donald Tusk. Allo stato attuale, tuttavia, la volontà politica appare insufficiente come ammesso dalla stessa Bruxelles. Italia e Ungheria si preparano alle elezioni parlamentari, ed entrambi i governi hanno voluto posticipare la delicata ricerca interna di un compromesso. Né all’incontro dei ministri degli Interni questa settimana, né al vertice Ue del prossimo anno, l’argomento avrà quindi un ruolo determinante.

Leggi l’articolo dell’Handelsblatt

Banca di Spagna: popolazione immigrata raddoppierà nel 2050 nelle quattro principali economie Ue

Madrid, 6 dic 08:27 - (Agenzia Nova) - La Banca di Spagna ha pubblicato uno studio relativo alle proiezioni migratorie internazionali fino al 2050, da cui emerge che le principali economie dell’Unione europea, comprese Spagna e Italia, saranno il principale polo di attrazione dei flussi migratori. Lo ha riferito ieri il quotidiano spagnolo “El Pais”, che illustra il metodo adottato dalla Banca di Spagna che collega pressione demografica e migrazione, tenendo conto anche della vicinanza geografica, della differenza relativa alla qualità della vita e della scarsità dei lavoratori nei paesi di destinazione. Ed è proprio in virtù della vicinanza geografica dell’Europa continentale con l’Africa che l’analisi prevede che le quattro maggiori economie dell’Ue (Germania, Francia, Italia e Spagna) “monopolizzeranno il maggior flusso di immigrati tra i paesi sviluppati”, con un aumento calcolato intorno ai 144 milioni di immigrati dall’India e dall’Africa.

Leggi l’articolo del Pais

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