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La battaglia dell'Italia contro Google, Facebook e Apple

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Guardian, Vanguardia, Libération...

23 Novembre 2017 alle 10:47

La battaglia dell'Italia contro Google, Facebook e Apple

Foto LaPresse

Roma contro Google

Berlino, 23 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Il Parlamento italiano vuole porre fine all'elusione fiscale dei giganti informatici statunitensi Google, Facebook e Apple. “Abbiamo aspettato dieci anni perché qualcosa si muovesse”, ha affermato Massimo Mucchetti, presidente della commissione Bilancio di Roma. Il senatore del Partito democratico (Pd) vuole cambiare le cose già il prossimo anno: ha presentato un emendamento alla legge di bilancio del 2018, che è ora in discussione presso le due Camere del Parlamento a Roma. Non è il primo tentativo dell’ex giornalista, ma le prospettive di approvazione dell'emendamento stavolta paiono buone. Recentemente, anche il Primo ministro Paolo Gentiloni ha specificamente chiesto l’immediata introduzione della “tassa sul web”, come prevede l’imposta per le compagnie Internet in Italia. Durante la riunione dei ministri delle Finanze di settembre a Tallin, il tentativo da parte di Germania, Francia, Italia e Spagna di introdurre una sorta di tassa sulle vendite delle multinazionali digitali non ha trovato maggioranza. Alcuni Stati, infatti, fanno proprio della fiscalità di favore al settore tecnologico uno dei principali motori della loro economia. Così ora gli italiani agiscono da soli. “Dobbiamo fare uno sforzo, se non vogliamo più essere derubati”, afferma Mucchetti. “Stanno succhiando denaro dai nostri dati e non pagano nemmeno le tasse in Europa”, si è lamentato il senatore. Le aziende di questo tipo saranno obbligate in futuro a pagare le tasse anche se non hanno nominalmente sede in Italia. Il piano è quello di applicare una tassazione al 6 per cento. Si tratta di somme considerevoli. Secondo Mucchetti, si stima che Google generi poco meno di 2 miliardi di euro di vendite in Italia. Il 90 per cento sono utili, su cui ha pagato cinque milioni di euro di tasse. E “Google non è l’eccezione, ma il pioniere”. Sulla base della proposta, il gruppo del motore di ricerca, in Italia avrebbe dovuto trasferire 120 milioni di euro all’ufficio delle imposte. Secondo la proposta, i clienti aziendali italiani di Google, Facebook, Booking.com e altri dovrebbero in futuro trattenere l’IVA sulle loro fatture e pagarla direttamente alle autorità fiscali. Allo stesso tempo, le banche sono tenute a comunicare alle autorità fiscali le carte di credito e i trasferimenti bancari verso le società di Internet. Se nel corso di un semestre si registreranno più di 1.500 transazioni per un ammontare di almeno 1,5 milioni di euro a favore di una società internet, l’ufficio delle imposte dovrà averne comunicazione. L’Italia non parte da zero nella lotta per la giustizia fiscale. Già altre dispute l’avevano vista contro Google e Apple. A medio termine, Mucchetti reputa realistico che la "tassa sul web" possa generare entrate per lo Stato per oltre un miliardo di euro all’anno.

Leggi l’articolo della Sueddeutsche Zeitung

Bruxelles ammonisce l’Italia

Berlino, 23 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis e il commissario per gli affari monetari Pierre Moscovici hanno inviato un ammonimento al ministro delle Finanze italiano Pier Carlo Padoan. Le autorità di Bruxelles hanno premiato gli sforzi attuati sinora da Roma e omesso di avviare un procedimento di infrazione del Patto di stabilità e di crescita, spiega la missiva, ma "è essenziale che la legge di bilancio 2018 sia realizzata senza alcuna diluizione delle principali misure”. Inoltre, scrivono Dombrovskis e Moscovici, al fine di garantire la sostenibilità a lungo termine del debito, il governo non dovrebbe indebolire la prevista riforma delle pensioni. La Commissione deciderà se avviare procedimenti nei confronti dell’Italia solo dopo le elezioni della prossima primavera. Soprattutto l’ammontare del debito italiano causa forti preoccupazioni nei confronti del governo presieduto da Paolo Gentiloni. Il rapporto debito-Pil l’anno venturo è previsto in leggero calo al 130,8 per cento. L’alto livello di indebitamento e la fragile ripresa dell’economia pongono “rischi elevati” per la stabilità delle finanze pubbliche italiane a medio termine, secondo la valutazione della Commissione. Il ministero delle Finanze di Roma afferma di essere fiducioso di poter risolvere tutte le questioni in un “dialogo costruttivo” con la Commissione, senza la necessità di ulteriori misure. Tutte le misure necessarie sono sotto la pressione delle prossime elezioni, come l’innalzamento dell’età pensionabile. Il Fondo Monetario Internazionale, l’Istat e il Governo hanno rivisto al rialzo le loro previsioni di crescita del Pil, all’1,5 per quest'anno e all’1,4 per cento per il prossimo. “Per la crescita è importante un calo della disoccupazione”, ha dichiarato il primo ministro Paolo Gentiloni. Bruxelles, però, non è convinta.

Leggi l’articolo dell’Handelsblatt

Silvio Berlusconi si è rivolto alla Corte per i diritti umani contro il divieto di ricoprire cariche pubbliche

Londra, 23 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - La Corte europea per i diritti umani ieri mercoledì 22 novembre ha iniziato a discutere il ricorso presentato dall'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berluscono contro il divieto di ricoprire cariche pubbliche: una sentenza a lui favorevole, scrive il quotidiano britannico "The Guardian", potrebbe all'anziano politico di tornare a guidare il paese nonostante gli scandali che ne hanno contraddistinto la carriera. L'udienza arriva in un momento favorevole per la coalizione forgiata dal magnate dei media: l'alleanza del suo partito di centro-destra, Forza Italia, con le due formazioni di strema destra Lega Nord e Fratelli d'Italia, all'inizio di questo mese di novembre ha trionfato nelle elezioni regionali in Sicilia; un voto che è stato considerato come il principale test in vista delle elezioni generali che si terranno in Italia nella prossima primavera e che ha registrato appunto il clamoroso ritorno di Berlusconi al centro della vita politica italiana. Nel 2013, dopo la caduta del suo ultimo governo, il Parlamento gli tolse il suo seggio al Senato e gli impose il divieto fino al 2019 di ricoprire cariche pubbliche in base alla "legge Severino": il collegio di difesa di Berlusconi, guidato dal famoso avvocato britannico Edward Fitzgerald, contesta l'illegittimità della sanzione perché applicata in modo retroattivo e, secondo la giornalista del "Guardian" Angela Giuffrida, molti eminenti giuristi e rispettati accademici vicini alla Corte europea sarebbero d'accordo. Data la lentezza che contraddistingue i verdetti della Corte europea, la sentenza potrebbe anche non arrivare in tempo per consentire a Berlusconi di candidarsi. Ciò tuttavia non sembra preoccuparlo più di tanto: "Spero che la corte di Strasburgo accolga il mio ricorso", ha postato ieri sul suo account Twitter; "ma in ogni caso il mio ruolo nella prossima campagna elettorale è chiaro, sarò in campo per riportare il centro-destra al governo". Nell'attuale scenario politico italiano, nota il "Guardian" citando l'opinione del professore Francesco Giavazzi dell'Università Bocconi di Milano, "Berlusconi è sorprendentemente riemerso come il solo leader filo-europeo, a favore dell'economia di mercato ed in grado di assicurare stabilità al paese". A causa del meccanismo della nuova legge elettorale, e sulla scorte dei sondaggi, dalle prossime urne difficilmente uscirà una chiara maggioranza. Ma con ogni probabilità dopo il voto Berlusconi sarà il "king-maker", scrive il "Guardian" citando il professor Roberto D’Alimonte dell'Università Luiss di Roma, secondo cui: "E' tornato sulla cresta dell'onda perché piace alla gente, dispone di ingenti risorse ed anche perché i suoi rivali sono deboli oppure incompetenti".

Leggi l’articolo del Guardian

Italia: sciolti cinque comuni per infiltrazione mafiosa

Madrid, 23 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano ha deciso di sciogliere cinque comuni della regione Calabria a causa del persistere di “condizioni di criminalità organizzata”. Il Consiglio dei ministri ha approvato la misura proposta dal ministro dell’Interno italiano Marco Minniti e riguarda i comuni di Lamezia Terme, circa 70.000 abitanti, Cassano all’Ionio, Isola di Capo Rizzuto, Marina di Gioiosa Ionica e Petronà. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “La Vanguardia”, che aggiunge come i consigli saranno gestiti da una commissione straordinaria composta da tre membri eletti da funzionari di stato o magistrati, fino alla convocazione di nuove elezioni. 

Leggi l’articolo del Vanguardia

Carige lancia il terzo aumento di capitale in cinque anni

Parigi, 23 nov 08:36 - (Agenzia Nova) - “Les Echos” parla della situazione della banca Carige, costretta a lanciare il suo terzo aumento di capitale in cinque anni. La banca ha fatto sapere nel suo prospetto informativo che non dispone di un capitale di esercizio sufficiente a coprire i suoi bisogni nel prossimo anno. Carige ha ancora 7 miliardi di crediti deteriorati. Paolo Fiorentino, amministrato delegato del gruppo, assicura sul fatto che non ci sarà bisogno di nessun aiuto da parte dello Stato affermando che “la situazione è assolutamente sotto controllo”.

Leggi l’articolo dell’Echos

 


PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Germania: i figli del califfato

Berlino, 23 nov 09:52 - (Agenzia Nova) - Una delegazione dell'Ufficio federale di polizia criminale tedesco (Bka) ha visitato Baghdad lo scorso agosto per interrogare quattro donne tedesche che si erano unite allo Stato Islamico (Isis) e sono state arrestate lo scorso luglio dai militari iracheni durante le operazioni per la liberazione di Mosul. Una di queste donne, la ventunenne Nadja K. del Baden-Wuerttemberg, che aveva seguito la madre Lamia K., aveva un neonato di un anno di vita. Per la Germania il problema non è di poco conto: solo ad Erbil ci sono almeno 60 donne con figli detenute dalle autorità irachene. Due terzi dei 940 seguaci dell’Islam emigrati dalla Germania per unirsi allo Stato islamico avevano la cittadinanza tedesca, e i figli che hanno avuto in Siria ed Iraq sono a tutti gli effetti cittadini tedeschi. Il governo federale vuole prendersi cura di loro, ma nel contempo si vogliono evitare rimpatri problematici di donne o bambini potenzialmente pericolosi. Proprio il presidente della Protezione della Costituzione, Hans-Georg Maassen, ha messo in guardia dalla radicalizzazione di molti minori. Sulla vicenda è intervenuta anche l’Onu, che esorta i paesi al rimpatrio dei bambini più piccoli. Il ministero degli Esteri federale ha chiesto al Viceministro degli Esteri iracheno di far uscire i bambini dal paese e sono stati intrapresi test del Dna. Finora non vi è alcuna risposta da parte delle autorità irachene, ma almeno i diplomatici tedeschi possono visitare i bambini e le loro madri, e lo hanno fatto quattro volte negli ultimi mesi.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

Francia: il Front National resta senza banca

Parigi, 23 nov 09:52 - (Agenzia Nova) - Marine Le Pen critica a decisione presa dalla banca Société Générale in merito alla chiusura di tutti i conti del Front National. “Libération” ricorda che già nel 2013 l’istituto aveva deciso di non concedere più prestiti. “Un lungo processo di discriminazione” secondo la leader dell’estrema destra francese, che ha commentato la scelta della banca definendola una “decisione politica”. “Le oligarchie finanziarie stanno cercando di intervenire nella democrazia francese” ha affermato durante a conferenza stampa organizzata per l’occasione. Le Pen ha poi fatto sapere che il suo partito è riuscito ad aprire un conto presso la banca Crédit du nord, filiale della Societe Générale, anche se ancora non ha diritto a un libretto degli assegni “l’incasso attraverso carta di credito di doni e nuove adesioni”.

Leggi l’articolo del Libération

Usa: il Pentagono indaga sul comportamento di tre militari assegnati al presidente Trump durante la visita in Asia

New York, 23 nov 09:52 - (Agenzia Nova) - Il Pentagono degli Stati Uniti ha avviato un’indagine su tre componenti del servizio assegnato alla Casa Bianca che avrebbero avuto contatti inappropriati con donne straniere durante la visita del presidente Donald Trump in Asia. Lo riferisce il quotidiano “New York Times”. I tre militari, assegnati all’Agenzia per le comunicazioni della Casa Bianca sono stati trasferiti in attesa delle conclusioni dell’indagine. Queste nuove accuse arrivano dopo che quattro membri, facenti parte della stessa Agenzia si sarebbero intrattenuti, al termine del loro turno, con donne straniere a Panama, dove si trovavano per preparare la visita del vice presidente Mike Pence. Gli uomini sono stati rimpatriati prima dell’arrivo Pence. 

Leggi l’articolo del New York Times

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