Foto di damian entwistle via Flickr

Mps non convince gli investitori, inevitabile l'intervento dello Stato

Redazione

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Unn, Economist, Bloomberg, New York Times, Echos

L'Italia stanzia un milione di euro di aiuti umanitari all’Ucraina
Kiev, 21 dic 08:28 - (Agenzia Nova) - L'Italia ha stanziato un contributo di emergenza di 1 milione di euro per l'Ucrania, articolato in due tranche di finanziamento. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Angelino Alfano tramite una nota della Farnesina. La prima tranche, da 700 mila euro, è destinata al Programma alimentare mondiale (Pam) per la distribuzione di razioni alimentari e di aiuti in contanti alle categorie più vulnerabili della popolazione civile, per attenuare l’impatto umanitario del conflitto in corso nelle regioni orientali dell’Ucraina. Un secondo finanziamento di 300 mila euro sarà concesso all'Unicef per finanziare la realizzazione di un progetto nel settore dello sminamento umanitario. "Grazie al finanziamento italiano verranno svolti corsi di educazione al rischio a favore dei bambini in età scolare e prescolare residenti in aree in cui sono presenti mine, residuati bellici esplosivi e ordigni esplosivi improvvisati", si legge nel comunicato della Farnesina.

Continua a leggere su Unn

 


 

Problemi per i due maggiori partiti italiani
Londra, 21 dic 08:28 - (Agenzia Nova) - Il referendum costituzionale italiano, osserva il settimanale britannico "The Economist", ha avuto un chiaro sconfitto, il Partito democratico, e un chiaro vincitore, il Movimento 5 stelle. Oggi è difficile dire quale dei due sia in una forma peggiore. A Roma è stato arrestato per corruzione uno stretto collaboratore della sindaca Virginia Raggi, dell'M5s. A Milano il sindaco del Pd Giuseppe Sala si è autosospeso in seguito a un'indagine sull'Expo, di cui è stato commissario. Il dibattito sulla legge elettorale mette in luce divisioni e contraddizioni.
 
 
Monte dei Paschi non convince gli investitori, inevitabile intervento dello Stato
New York, 21 dic 08:28 - (Agenzia Nova) - Il piano di ricapitalizzazione da 5 miliardi di euro lanciato da Monte dei Paschi di Siena è prossimo al fallimento, scrive l'agenzia "Bloomberg". L'emissione di nuove azioni riservata agli investitori istituzionali, lanciata nella giornata di lunedì e la cui scadenza è fissata per domani, non ha suscitato l'interessamento sperato. Il fondo sovrano del Qatar, che si era detto interessato a partecipare alla ricapitalizzazione, non ha ancora sottoscritto l'offerta, a causa della crisi politica in Italia e del mediocre risultato del secondo piano di swap volontario rivolto ai creditori di Mps: piano che sino a ieri ha raccolto circa 500 milioni di euro. Martedì le azioni dell'istituto di credito senese hanno incassato una nuova perdita dello 0,4 per cento a 18,54 euro: dall'inizio dell'anno, il titolo di Mps ha accumulato una perdita dell'84 per cento. Il piano di ricapitalizzazione della banca è composto di tre elementi interconnessi: lo swap volontario di obbligazioni subordinate in cambio di azioni di nuova emissione; l'offerta di nuove azioni agli investitori internazionali; e la dismissione di crediti deteriorati dal valore di 27 miliardi di euro tramite una maxi-cartolarizzazione. Dal momento che la banca non pare in grado di raccogliere i 5 miliardi previsti dal piano concordato con la Banca centrale europea, si fa sempre più concreta la prospettiva di un intervento diretto dello Stato italiano: era stato proprio il governo, del resto, a preannunciare il fallimento del piano di ricapitalizzazione, presentando al parlamento il progetto di un fondo da 20 miliardi di euro da destinare al salvataggio degli istituti di credito nazionali in maggior difficoltà. Il nuovo governo italiano, scrive "Bloomberg", "si imbarca in un cammino tossico per soccorrere le banche". Il fondo predisposto dal governo del premier Paolo Gentiloni rappresenta "un passo necessario ma pericoloso", spiega Carlo Alberto Carnevale Maffe, docente dell'Università Bocconi di Milano. Il governo "deve trovare un equilibrio tra le pressioni politiche, incluse quelle provenienti dal Partito democratico, e l'adesione alle norme dell'Unione europea, che tutelano i contribuenti dai costi dei salvataggi bancari". Secondo Maffe, il governo italiano rischia non soltanto di non reperire la quantità di risorse finanziarie necessarie a sostenere efficacemente le banche in difficoltà, ma anche "di non individuare il giusto meccanismo". Proprio le implicazioni politiche della crisi di Mps hanno impedito ai governi italiani di intervenire tempestivamente per scongiurare l'epilogo ormai prossimo. Preparando il terreno per l'iniezione di denaro pubblico a favore delle banche in difficoltà, il governo Gentiloni ha puntato "a proteggere i risparmiatori", come sottolineato da un comunicato della presidenza del Consiglio. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato di un aumento del debito pubblico come di una misura "singola e temporanea". In pochi, scrive però "Bloomberg", prestano fede a queste dichiarazioni: Christoph Schmidt, presidente del consiglio degli esperti economici del cancelliere tedesco Angela Merkel, ha ribadito che la ristrutturazione di Monte dei Paschi dovrebbe avvenire "nell'ambito delle regole concordate, il che significa che i creditori, e non i contribuenti, dovrebbero contribuire al salvataggio" dell'istituto di credito. Quel che è certo, conclude "Bloomerg", è che lo stanziamento di 20 miliardi di euro da parte dello Stato proietterà il debito pubblico italiano al 134 per cento del Pil: e questo proprio mentre l'Italia, mancati gli obiettivi di riduzione del debito per l'anno corrente, ne ha rimandato il conseguimento al 2017
 
  
Mediaset cerca di premunirsi di fronte alla scalata di Vivendi
Parigi, 21 dic 08:28 - (Agenzia Nova) - Sale ancora la tensione tra il gruppo televisivo italiano Mediaset e quello multimediale francese Vivendi: lo scrive il quotidiano "Les Echos" riferendo che ieri martedì 20 dicembre Mediaset ha annunciato di esser pronta a prendere tutte le misure necessarie per proteggersi dalla scalata di Vivendi; l'emittente italiana, il cui principale azionista è la holding Fininvest della famiglia Berlusconi, ha annunciato in particolare che si rivolgerà all'Autorità italiana per le comunicazioni (AgCom) per denunciare il "comportamento illegittimo" del gruppo francese e per chiedere l'adozione di misure "urgenti". Sempre ieri Vivendi ha reso noto di detenere ormai il 25,75 per cento delle azioni ed il 26,77 per cento dei diritto di voto di Mediaset, il cui titolo ha chiuso in rialzo del 20 per cento alla Borsa di Milano: all'inizio della settimana aveva annunciato di voler innalzare la sua partecipazione fino a quasi il 30 per cento, cioè appena sotto la soglia che renderebbe obbligatoria un'offerta pubblica di acquisto (Opa) sulla totalità delle azioni. In un comunicato, il gruppo francese "ricorda che la sua presenza nel capitale di Mediaset si inscrive nella sua volontà di svilupparsi nell'Europa del Sud e nel quadro delle sue ambizioni strategiche di importante gruppo internazionale nel settore dei media e dei contenuti di produzione europea". Del braccio di ferro ha parlato ieri anche il nuovo ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano: in visita a Parigi, ha espresso "la forte preoccupazione italiana per questa operazione. Noi rispettiamo le regole del mercato e ci aspettiamo un reciproco rispetto di queste regole" ha dichiarato, sottolineando che "si tratta di una questione che coinvolge il sistema italiano nella sua globalità e non soltanto una impresa privata".
 
 
Italia: caso Parmalat, scagionati quattro ex dirigenti di JpMorgan
New York, 21 dic 08:28 - (Agenzia Nova) - Un giudice di Parma ha scagionato ieri quattro ex dirigenti di JpMorgan coinvolti nelle indagini sul ruolo della banca Usa nella bancarotta fraudolenta di Parmalat, nel 2003. La banca ha espresso soddisfazione per la decisione della Giustizia italiana attraverso un comunicato.
 

 
PANORAMA INTERNAZIONALE

Vatileaks: il Papa libera un prelato condannato
Parigi, 21 dic 09:38 - (Agenzia Nova) - Papa Francesco ha autorizzato la liberazione di un prelato spagnolo incarcerato per divulgazione di documenti confidenziali a dei giornalisti: lo ha reso noto un comunicato del Vaticano pubblicato ieri martedì 20 dicembre. Monsignor Angel Vallejo Balda, che dirigeva una commissione sulle finanze del Vaticano all'origine dei documenti divulgati, nel luglio scorso era stato condannato dal Vaticano a 18 mesi di carcere. Nella vicenda sono coinvolti anche due giornalisti italiani, che erano stati assolti, ed una consulente italiana che invece era stata condannata anche se con la condizionale.


Continua a leggere su Figaro

 


 

Germania: il discorso di Angela Merkel contro il terrore
Berlino, 21 dic 09:38 - (Agenzia Nova) - Il cancelliere tedesco Angela Merkel, rivolgendosi alla nazione dopo l'attentato avvenuto ieri sera a Berlino, nel quale hanno perso la vita 12 persone e 48 sono state ferite, ha detto: “So che sarebbe particolarmente difficile da sopportare per tutti noi se questo atto fosse stato commesso da chi ha chiesto asilo in Germania”. Nel pomeriggio il Cancelliere ha presenziato ad una messa che si è tenuta nella “Chiesa del ricordo”, nella Breitscheidplatz, dove ieri sera è avvenuto il fatto. Merkel si è detta “sconvolta, scioccata e profondamente triste” per l’accaduto. “Anche se è difficile in queste ore, dobbiamo ritrovare la forza per vivere nella Germania che vogliamo: libera e aperta agli altri”, ha aggiunto. Martedì mattina le autorità di sicurezza avevano identificato un 23enne pakistano, rifugiato, arrivato in Germania nel dicembre del 2015 e alloggiato presso un hangar dell’ex aeroporto di Tempelhof, come il possibile colpevole dell'attentato. L'uomo, però, è stato successivamente scagionato. Gli investigatori ritengono che il Tir guidato da un dirottatore di nazionalità pakistana sia stato intenzionalmente diretto contro a folla. Il ministro dell'Interno, Thomas de Maizière (Cdu) aveva detto durante la notte: “Ancora non ci sono certezze, ma forti sospetti”, riferendosi ad un possibile attacco terroristico. Sono state subito messe in campo ingenti forze di sicurezza delle unità speciali (Sek), anche se al mattino la situazione è sembrata più calma. Uno dei morti, secondo le informazioni rilasciate dal ministro degli Interni del Brandeburgo Karl-Heinz Schroeter (Spd) è l'autista polacco del camion, forse ucciso dal fuggiasco. Il suo camion, proveniente dall’Italia con un carico di acciaio, si è abbattuto sulla folla ad una velocità che oscillava fra i 50 e gli 80 chilometri all’ora. Il sindaco di Berlino, Michael Mueller, si è detto scioccato dall’accaduto, mentre il portavoce del Governo Steffen Seibert ha detto: “Piangiamo i morti e spero che i feriti possano essere aiutati”. Il presidente della Repubblica, Joachim Gauck, ha detto: “Questa è la sera peggiore per Berlino, sono addolorato e assieme a me lo sono innumerevoli persone”. Messaggi di cordoglio sono arrivati da parte del presidente francese Francois Hollande, dal primo ministro italiano Paolo Gentiloni, dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker e dal presidente statunitense eletto Donald Trump. La polizia ha richiesto la collaborazione di tutti attraverso i social media onde raccogliere informazioni utili all’indagine. “Dobbiamo garantire la migliore sicurezza possibile al Paese”, ha detto alla “Dpa” il presidente dei ministri del Land della Sassonia, Stanislaw Tillich (Cdu), mentre il ministro degli Interni del Reno Nord-Westfalia, Ralf Jaeger, ha ribadito all'emittente “Wdr5”: “Abbiamo bisogno di garantire più vigilanza e presenza”. Maggiore presenza di polizia è stata notata sia a Brema che nel Brunswick, e secondo la “Hannoversche Allgemeine Zeitung” le misure di sicurezza sono state inasprite anche ad Hannover. “Non bisogna farsi intimidire”, ha dichiarato il ministro dell'Interno del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Lorenz Caffier (Cdu). Nel luglio scorso lo Stato islamico (Isis) aveva rivendicato l’attacco di Nizza in cui persero la vita 86 persone. In serata anche l’attentato di Berlino è stato rivendicato dall’Isis, attraverso la sua agenzia di stampa affiliata "Amaq".
  
 
Germania, imbarazzo nei vertici della sicurezza dopo l'attentato di Berlino
Berlino, 21 dic 09:38 - (Agenzia Nova) - Durante una conferenza stampa tenuta a Berlino è apparso con evidenza l’imbarazzo del procuratore generale Peter Frank e del capo della polizia federale Holger Muench per il grave attentato di venerdì sera. La Germania già era al corrente della possibilità di attacchi terroristici in concomitanza con le festività natalizie, ha ammesso il procuratore, ma “come affrontare i rischi generici di terrorismo?”, ha chiesto retoricamente. “Obiettivo del terrorismo è quello di diffondere il terrore”, ha proseguito, ribadendo poi che compito dei funzionari è quello di diffondere la calma mantenere l'ordine. Frank ha ribadito che il sospetto di nazionalità pakistana arrestato dopo l'attentato, con tutta probabilità non era l'autista del tir abbattutosi sulla folla: il responsabile resta dunque armato e a piede libero. Dal canto suo, il capo della polizia Muench ha affermato: “Siamo in allarme e investighiamo in tutte le direzioni”, ed ha citato il rischio emulazione. Infine il capo della polizia di Berlino, Klaus Kandt, rispondendo alla domanda di un giornalista in merito alle mancate misure di sicurezza ai mercatini di Natale, ha risposto: “Non possiamo rendere i mercatini di Natale delle fortezze. Ci sono così tante possibilità di uccidere persone con un camion che ci sarà sempre un rischio residuo”.
Francia, il prezzo della pace è lo sforzo di prepararsi alla guerra
Parigi, 21 dic 09:38 - (Agenzia Nova) - Un evento "estremamente raro" viene definito dal quotidiano economico "Les Echos" l'intervento con cui il capo di stato maggiore delle Forze armate francesi, il generale Pierre de Villiers, ha lanciato l'allarme sullo stato di preparazione dell'apparato nazionale di difesa. Secondo il generale, infatti, siamo entrati in un'epoca in cui la pace non può più esser data per scontata ed anzi bisogna conquistarla: è necessaria la partecipazione di tutte le forze dell'ordine e della difesa della Francia per fare fronte alla sfida rappresentata dalla instabilità globale che domina l'era presente. Tuttavia, secondo l'alto ufficiale francese, non bisogna farsi fuorviare dalla pur necessaria risposta alla minaccia rappresentata dall'estremismo islamico: sulla scena mondiale è tornata d'attualità la politica di potenza, che alle porte dell'Europa vede sempre più Stati dell'Asia e del Medio Oriente puntare su strategie basate sui rapporti di forza o sui fatti compiuti; e tutti si stanno riarmando. In questo scenario, nonostante la recente inversione di tendenza della Francia che per la prima volta da 35 anni ha aumentato il bilancio dedicato alla Difesa, le sue Forze armate sono arrivate al punto di rottura, impegnate come sono in un numero crescente di missioni all'estero ed in patria. Il generale de Villiers dunque, dalle colonne di "Les Echos" sostiene, anche in vista delle prossime elezioni presidenziali dell'aprile 2017, che il "dovere di prepararci ad una lunga guerra" evocato dal presidente Francois Hollande, debba tradursi per la Francia in un aumento progressivo degli investimenti militari nei prossimi anni: con l'obbiettivo di raggiungere, entro la fine del prossimo quinquennato presidenziale (nel 2022, ndr), il 2 per cento del prodotto interno lordo (Pil). Un obbiettivo che del resto corrisponde agli impegni internazionali assunti dal paese insieme ai partner dell'Alleanza atlantica (Nato): impegni che oggigiorno non possono più essere né indeboliti né rinviati; e questo, afferma il generale francese, nonostante le difficoltà finanziarie a cui devono far fronte i nostri paesi in materia di conti pubblici.

 
Il matrimonio di convenzienza tra Turchia e Russia
Londra, 21 dic 09:38 - (Agenzia Nova) - La stampa britannica commenta l'omicidio dell'ambasciatore russo ad Ankara, Andrei Karlov. Sul quotidiano "The Times" Roger Boyes parla del matrimonio di convenienza tra la Turchia e la Turchia: l'allontanamento del presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, dall'Occidente e il suo avvicinamento al presidente russo, Vladimir Putin, ridefinirà il quadro in Medio Oriente. Entrambi i leader potrebbero restare al potere fino al 2024, abbastanza per imprimere radicali cambiamenti nell'area; insieme all'Iran sono gli unici a giocare una partita, un nuovo asse del male. Secondo Mark Almond di "Daily Telegraph" sarà soprattutto l'Occidente a risentire della svolta turca verso un'alleanza eurasiatica. Anche Andrew Finkel su "The Guardian" prevede una convergenza tra Ankara e Mosca, ma non senza tensioni: la rabbia per il ruolo giocato dalla Russia in Siria potrebbe diventare esplosiva in Turchia. Del resto, osserva Patrick Cockburn, su "Independent", il tragico episodio dell'assassinio di un diplomatico è l'ennesimo segnale che la Turchia è diventato un paese più debole e instabile.
Di più su questi argomenti: