Un Watergate alla coreana

Giulia Pompili

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In primo piano: il Watergate

 

  

Le figlie di Cho Yang-ho, presidente e ceo della Korean Air (una delle compagnie migliori del mondo per servizio) sono due streghe.

 

La maggiore, Cho Hyun-ah detta Heather, nel dicembre del 2014 era vicepresidente dell'azienda di proprietà del padre. Quando è salita su un aereo all'aeroporto di New York, in prima classe, per tornare a casa a Seul, una hostess le ha servito delle noccioline nella loro confezione di plastica. Lei, però, voleva un trattamento first class e le voleva sul vassoio. Cosa ha fatto? Ha iniziato a urlare contro l'hostess, l'ha costretta a inginocchiarsi per chiedere scusa e ha costretto il pilota del velivolo a tornare al gate e a farla scendere.

 

All'epoca la vicenda fece scandalo, e considerato il clima di impunità che si respira intorno ai grandi capitani d'industria sudcoreani, cioè le famiglie dei chaebol, fu davvero una notizia da apertura dei telegiornali.

 

Tutti si scusarono, il ministero dei trasporti di Seul fece aprire un'inchiesta e la Heather fu condannata a un anno di prigione per attentato alla sicurezza aerea (puoi essere la figlia di chi vuoi, era il messaggio, ma non sei la padrona delle piste di un aeroporto). Naturalmente Heather si fece la sua punizione e tornò a lavorare per la Korean Air, nella divisione hotel. Quando qualche mese fa il padre ha portato la torcia olimpica per un pezzo nel suo passaggio a Seul, lei lo ha accompagnato e potete immaginare come è stata accolta dall'opinione pubblica.

 

Ora però è successo di nuovo. La figlia più piccola, Cho Hyun-min, 35 anni, detta Emily Cho, si occupa del marketing dell'azienda di famiglia. A metà aprile un whistleblower ha pubblicato online in forma anonima una lettera e un clip in cui si sente la giovane Emily andare completamente fuori di testa. Nella stessa riunione, si è saputo poi, Emily aveva sbroccato con un suo dipendente, e gli aveva lanciato un bicchiere d'acqua addosso – ecco perché sulla stampa coreana l'hanno chiamato il "Water gate". Il clima di terrore creato dalla figlia del boss era quotidiano.

 

Adesso però la polizia vuole vederci chiaro. E' stata aperta un'altra inchiesta, gli uffici della Korean Air sono stati perquisiti, è spuntato un altro video in cui la moglie del ceo maltratta i dipendenti. I cittadini coreani con una petizione hanno chiesto alla Casa Blu, il Palazzo presidenziale di Seul, di togliere la parola "Korea" dal nome di quell'azienda di pazzi.

 

La parola chiave per capire tutto è "gapjil", che in coreano definisce il comportamento autoritario e arrogante delle persone in posizioni di potere. Il 97 per cento dei coreani dice di averlo subìto almeno una volta nella vita. Il restante 3 per cento fa parte di quella minuscola porzione di popolazione straricca e arrogante. Un problema culturale, che il governo di Moon Jae-in sta cercando di risolvere. In parte legato a questo tentativo di fare una riflessione profonda della società c’è un panel di investigazione lanciato dal ministero della Giustizia di Seul. Il team si occupa di alcuni rivedere alcuni casi giudiziari in cui le sentenze sembrano influenzate dall’abuso di potere.

  


Penisola coreana

  

 La Peace House di Panmunjeom, dove avverrà la riunione tra Moon Jae-in e Kim Jong-un. Si trova in territorio sudcoreano, all'interno della Zona demilitarizzata


  

Venerdì ci sarà finalmente il terzo summit intercoreano della storia. Il presidente sudcoreano Moon Jae-in e il leader nordcoreano Kim Jong-un si incontreranno a Panmunjom. Ieri funzionari del Nord e del Sud si sono incontrati per parlare di logistica: hanno deciso che si vedranno al mattino, "prima di mezzogiorno". Tutto l'incontro sarà trasmesso in streaming sul sito che il governo di Seul ha dedicato all'evento. Pure Twitter non sta più nella pelle e ha creato un hashtag apposito, #interkoreansummit, con tanto di immaginetta di due mani che si stringono. La Corea del sud ha spento gli altoparlanti di propaganda che sparano musica K-Pop e notizie altrimenti censurate verso il Nord e che si sentono in tutta la Zona demilitarizzata (anche perché non sarebbe stata una bella accoglienza, per Kim Jong-un).

Sabato scorso, in occasione della terza Sessione Plenaria del Comitato Centrale del Partito dei Lavoratori di Corea, la Kcna, l'agenzia di stampa nordcoreana, ha ufficialmente "riassunto" le posizioni di Kim Jong-un in occasione dei prossimi vertici.  Sulla stampa internazionale è stata commentata con titoli che somigliavano a: "Kim smette con l'atomica", ma non è esattamente così. Quello che ha detto Kim Jong-un è più vicino a un: siamo diventati una potenza nucleare, e ora – come vedete  – siete costretti a trattarci alla pari. Qui c'è un'analisi dettagliata. (Per farvi capire, tutto sanno che il sito nucleare di Punggye-ri, collassato più volte dopo i vari test nucleari, è inutilizzabile).

Per quanto riguarda il summit tra America e Corea del nord, sappiamo che Mike Pompeo, quasi-ex direttore della Cia e quasi-Segretario di stato, è stato a Pyongyang nel weekend di Pasqua.

Il prof. Antonio Fiori, uno dei massimi esperti di questioni nordcoreane, riguardo al summit tra Trump e Kim Jong-un ha detto a L43: "Prima di accettare Trump doveva chiedere qualcosa in cambio. Di fatto così ha delegittimato decenni di diplomazia Usa ed è ha lanciato un messaggio inequivocabile a Kim: 'Sei così potente che voglio incontrarti'. Ha esultato quando il leader nordcoreano ha annunciato che avrebbe interrotto i test nucleari. Ma questo non è un passo in avanti sulla via della denuclearizzazione. Per Kim significa: 'obiettivo raggiunto'".

Le sedi dell'incontro includono Ginevra, una località svedese senza nome, qualche città in Asia e nel sud-est asiatico, hanno detto a Bloomberg alcune fonti qualificate. Almeno una di queste ha detto che l'America non sta prendendo in considerazione: Pechino, Pyongyang, Seoul e Panmunjom. Secondo la mia personalissima opinione, sta avvenendo un po' una sorta di braccio di ferro: sappiamo che Trump non ama viaggiare, e di sicuro si sarà opposto a una location come Ulan Bator, la capitale della Mongolia. E' verosimile che l'America stia facendo pressioni affinché il summit si svolga in Europa.

Il vero problema di Kim riguarda l'aereo: non perché – come suo padre – ha paura di volare, ma perché non si sa se ne ha uno in grado di coprire distanze intercontinentali, e perché è difficile farlo atterrare, un aereo nordcoreano, per via delle sanzioni.

Sapete chi abbiamo sottovalutato per un sacco di anni e invece stanno diventando una minaccia concreta? Gli hacker nordcoreani. Un lungo pezzo da studiare.

Ci sono due sudcoreani tra le vittime dell’attacco a Toronto.

Moon voleva indire un referendum costituzionale, ma il Parlamento non ha trovato un accordo. La riforma vorrebbe limitare i poteri e gli anni di mandato del presidente.

 


 

Giappone

 

 

E' scomparso improvvisamente a 71 anni Sachio Kinugasa, altrimenti noto come Tetsujin, ovvero "Iron Man", uno dei giocatori di baseball più famosi del Giappone che ha contribuito enormemente alla diffusione dello sport nel paese.

E' morta anche l'ultima sopravvissuta del 19° Secolo. Nabi Tajima aveva 117 anni.

Nel frattempo, siamo ai livelli più bassi di apprezzamento del governo di Shinzo Abe, e se lo dice pure lo Yomiuri è un bel problema.

Per il governo non ci sono solo i problemi personali di Abe, ma si parla sempre di più di molestie a livelli molto alti.
Tutto è iniziato con Junichi Fukuda, viceministro delle finanze giapponese. Una giornalista della Tv Asahi lo aveva incontrato qualche volta, a caccia di notizie. Lui aveva avuto un atteggiamento non limitato al rapporto fonte-reporter, e così lei aveva iniziato a filmarlo e registrarlo. La sua emittente aveva evitato di pubblicare la notizia delle molestie, e quindi la giornalista aveva dato la storia al magazine Shukan Shincho. Il caso è esploso, e ieri Fukuda è stato costretto alle dimissioni formali. Ma si dichiara innocente. Siccome Taro Aso, ministro delle Finanze nonché braccio destro del primo ministro Shinzo Abe, ha in più occasioni difeso Fukuda, l'opinione pubblica se l'è presa anche con lui.

Come prevedibile, il Giappone sta facendo molta pressione con l'Amministrazione di Donald Trump affinché durante il suo summit con Kim Jong-un, o comunque durante le trattative, l'America ponga la soluzione della questione dei giapponesi rapiti dalla Corea del nord come condizione per il dialogo. Abe ha parlato di nuovo al telefono anche con Moon, e hanno entrambi convenuto dell'opportunità di parlare della questione con gli ufficiali nordcoreani.

Secondo la polizia giapponese, i membri della yakuza sono sempre di meno. Diciamo il 40 per cento in meno del numero di soldati e affiliati che c'erano nel 1992.

 


Cina

 

 La propaganda di Voice of China può funzionare in occidente? Vediamo. Però poi rileggetevi anche questo vecchio pezzo più "tecnico" su Xi Jinping. L'infografica più bella della settimana è una elaborazione del SCMP.


  

La Cina sta tentando di offrire un ramoscello d'ulivo al Giappone. Perché? E sta facendo lo stesso gioco anche con l'India di Narendra Modi. Prendete nota.

32 cittadini cinesi sono morti in un incidente stradale che ha coinvolto un pullman turistico in Corea del nord. Kim Jong-un è stato in ospedale a trovare le vittime, le foto sono finite in prima pagina sul Rodong sinmun.

C'è una notizia piuttosto grossa che riguarda l'Europa e la Cina. Abbiamo più volte cercato di raccontare, in questa e altre sedi, la crisi d'identità che è in corso non solo nei singoli paesi europei ma anche nell'intera Unione per quanto riguarda Pechino. Perché da una parte la Cina arriva con promesse di enormi investimenti, ma chiede sempre qualcosa in cambio.

La Belt and Road Initiative (Bri) va "contro l'agenda Ue per la liberalizzazione del commercio e spinge gli equilibri di potere a favore delle aziende sovvenzionate dalla Cina". Per questo "tutti gli ambasciatori dei Paesi dell'Unione europea a Pechino, con l'eccezione di quello ungherese, hanno firmato un misterioso rapporto che critica duramente gli investimenti cinesi sulla cosiddetta nuova Via della seta". A dirci qualcosa di più di questo documento, visionato dal giornale tedesco Handelsblatt, è Cecilia Attanasio Ghezzi su Lettera43, che continua: "Il rapporto non esce, e nessuno ne vuole parlare direttamente. Secondo il quotidiano tedesco, servirebbe a preparare il prossimo Eu-China Summit, in agenda per il mese di luglio 2018. Fonti diplomatiche confermano a Lettera43.it che il rapporto esiste, ma che è ancora oggetto di trattazione. La Farnesina specifica che il commercio è un tema che fa capo all'Unione europea, e pertanto va discusso in quella sede" (continua a leggere qui).

La contraddizione è piuttosto evidente se pensiamo all'Austria: Vienna "vorrebbe essere il ponte tra l'Unione Europea e la Cina", scrive Bloomberg citando le parole del ministro dell'Economia Margarete Schramboeck, che ha firmato da poco 30 accordi da 1,5 miliardi di euro con compagnie cinesi. Da luglio prossimo l'Austria sarà presidente di turno dell'Unione.

Ora però veniamo all'Italia. L'altra notizia bomba della settimana riguarda Zte, il colosso delle telecomunicazioni di Shenzhen. Il Dipartimento del Commercio americano ha vietato le vendite di componenti per sette anni al gruppo cinese, accusato di aver violato l’accordo raggiunto dopo essere stato beccato a esportare illegalmente tecnologia statunitense verso l'Iran e la Corea del nord (la storia è complicata, già a marzo 2017 l'azienda cinese aveva confessato, ma poi non aveva ottemperato agli obblighi, diciamo così). In Gran Bretagna,il National Cyber Security Centre ha detto che fare affari con Zte mette a rischio la sicurezza delle infrastrutture delle telecomunicazioni inglesi. La replica della Zte è arrivata tre giorni dopo, e il presidente Yin Yimin ha parlato di una "politicizzazione" della guerra commerciale che vuole muovere Trump alla Cina. Che c'entra l'Italia? C'entra, perché Zte – controllata per il 48,5 per cento dal governo cinese, ed azienda considerata "strategica" a Pechino, tanto quanto Huawei e Alibaba – sta investendo tantissimo nel nostro paese, che ha fatto diventare, di fatto, il suo quartier generale europeo. "L’Italia sarà l’hub delle nostre operazioni in Europa ed il cuore delle sperimentazioni del 5G e dei suoi servizi", ha detto giorni fa l'ad di Zte Italia Hu Kun. Nella penisola il colosso delle comunicazioni investe milioni di euro, assume centinaia di persone. Una potenza di fuoco che può essere paragonabile soltanto a quella di Huawei, altro principale concorrente (ma mica troppo) di Zte, l'altra faccia del Giano bifronte cinese in Italia. Huawei ha vinto tutte le commesse per la sperimentazione del 5G con il nostro ministero dello Sviluppo economico, compresa Milano.

Bloomberg ha studiato i dati relativi a 678 accordi conclusi o in sospeso in 30 paesi europei sin dal 2008. Ha scoperto che le società cinesi con dietro il governo, oppure private, sono coinvolte in operazioni per un volume d'affari di almeno 255 miliardi di dollari, in tutta l'Europa. La Cina ha acquisito circa 360 società, dall'italiana Pirelli alla irlandese Avolon, mentre i cinesi sono anche parzialmente o interamente proprietari di almeno quattro aeroporti, sei porti, di parchi eolici in almeno nove paesi e di 13 squadre di calcio. Su Radio24 Antonio Talia ha prodotto questo interessante servizio sui porti della Grecia – già in mano ai cinesi – che arrivano fino in Italia: la via della Seta marittima.

Ve lo ricordate il tycoon Guo Wengui, molto critico nei confronti di Pechino che era scappato in America e perfino sui giornali americani si metteva un po' in dubbio la sua storia? La Cina lo ha accusato di aver fabbricato parecchi documenti contro Pechino che gli servivano per chiedere asilo negli Stati Uniti.

L'Italia è tra i paesi che dal 1° maggio potranno visitare l'isola di Hainan senza il visto. Lo ha deciso il governo di Pechino, che vuole incrementare il turismo sulle cosiddette "Hawaii" cinesi, e fare concorrenza alle tropicali Jeju (sudcoreana) e Okinawa (giapponese). Il 90 per cento del turismo ad Hainan, fino a oggi, arrivava da Malaysia, Indonesia, Russia, Kazakistan, Corea del sud.

Un gran bel ritratto e molto condiviso di Liu Cixin scritto da Maria Rita Masci su Gli Asini, e su come la letteratura cinese contemporanea stia vivendo un revival della fantascienza. Siccome Netflix ci farà una serie tv, vi conviene iniziare a leggere la trilogia del “Passato della Terra”.

Però, se volete davvero capire la Cina di oggi, scrive il China Daily, dovete leggervi questi dieci libri che arrivano direttamente dalla libreria personale del presidente Xi Jinping. C'è Confucio, Sun Wu, Lu Xun, Marx, e naturalmente Xi medesimo. Qui invece c'è una bella lista di trenta libri in lingua inglese che ha compilato Manya Koetse, direttrice di WhatsOnWeibo, divisi per grandi tematiche.

Il presidente Xi Jinping ha chiesto di cogliere l'opportunità storica data dallo sviluppo dell'informatizzazione per aumentare la forza del paese anche all'interno del cyberspazio. E c'è da spaventarsi.

 


Altre storie

  

Sud-Est asiatico. Lo chiamano "Botmageddon", ed è l'uso strategico di Twitter e Facebook per polarizzare l'opinione pubblica. Ne abbiamo già parlato, ma ogni volta si aggiunge un tassello di consapevolezza in più.

Sri Lanka.  Facebook, i social network e l'islamofobia. Un lungo articolo di Sanjana Hattotuwa.

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Nella provincia a Nord del più popoloso Paese islamico al mondo vige la sharia. Il governatore vuole almeno vietare le scudisciate sul palco davanti la moschea – Pietro Del Re di Repubblica da Banda Aceh.

Malaysia. Un ingegnere palestinese, Fadi Mohammad al-Batsh, 35 anni, esponente di Hamas, è stato ucciso in Malaysia, nella capitale Kuala Lumpur, subito dopo la preghiera del venerdì. Israele ha negato ogni coinvolgimento. Il capo della polizia di Kuala Lumpur ha diffuso l'identikit del sospettato.

Quelle del prossimo 9 maggio non saranno elezioni regolari e libere, dice l'opposizione.

Vietnam. Il comunismo, la musica, e l’incredibile scena hip hop in Vietnam. Grande pezzo di Duncan Forgan con le foto di Christian Berg

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