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Belen sui manifesti e incroci europei romantici

L’immagine di Belen sdraiata sui 6x3 può causare incidenti stradali (ti viene voglia di andarci a sbattere, sui manifesti). Anche Salvini si spoglia spesso, recentemente, ma quella è tutta un’altra storia.

16 Dicembre 2014 alle 14:49

Belen sui manifesti e incroci europei romantici

L’immagine di Belen sdraiata sui 6x3 può causare incidenti stradali (ti viene voglia di andarci a sbattere, sui manifesti). Anche Salvini si spoglia spesso, recentemente, ma quella è tutta un’altra storia. Marchisio ha un rapporto artistico con la lunetta del calcio d’angolo, pure la Roma ha i suoi veleni. Intanto vince ed è vicinissima.

 

 

Il resto di questo weekend sta nel Benítez malinconico seduto in panca (Doha come Abu Dhabi, quattro anni fa?), nel Galliani più sorridente degli ultimi mesi, nella Manaudou beccata a Eurodisney con un peluche in mano. Senza scontrino e con l’idea che la gloria di un tempo non tornerà più (come le merendine quando ero malato in “Palombella Rossa”). L’Europa regala incroci romantici, sfida granata ai gemelli dell’Athletic Bilbao che hanno pure loro un certo tremendismo, la Viola a Londra contro il toscano Baldini, il Napoli nell’esotica Trebisonda (quella attualmente smarrita), la Roma a Rotterdam contro il Feyenoord che fa molto anni Ottanta (picchia Sebino e tutto il necessario), l’Inter contro il Celtic e pensi a vecchie finali. Maglie di lana e grandi storie. La Juve, anche, ha i suoi ricordi avvelenati. Il tacco di Del Piero, a Monaco. Inutile come solo la grande arte sa essere.

 

Poi ci sono le Olimpiadi. Non sorprende che Renzi ci si tuffi sopra. Sono un perfetto manifesto contro i gufi, i pessimisti, i passatisti, gli annoiati, i rassegnati, i polemici a oltranza. Se ce le danno ci saranno mille cantieri (e altrettanti osservatori, dall’altra parte a criticare). Perfetta metafora di un paese spaccato tra l’ostinazione allegra di chi guida fischiettando e carica l’ambiente e la dialettica musona del tutto sbagliato, tutto da rifare. Non che manchino motivi per essere preoccupati, sia chiaro. L’economia giù, la disoccupazione su. E se cala la benzina, poi crollano pure le Borse. Mai una gioia. Provo a rimanere allegro, canticchio “The Rising” sotto la doccia. Guardo il cielo di Milano, sbadiglio e torno a letto.

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