Gli striscioni per Cucchi, quello a Napoli e quel canestro di Lauren Hill

Puoi perdere un anello sotto al ponte di Rialto e i pompieri te lo ripescano. Oppure puoi morire in circostanze misteriose dopo una settimana d’agonia in un luogo che dovrebbe essere sicuro. E non ci sono colpevoli.

4 Novembre 2014 alle 14:25

Gli striscioni per Cucchi, quello a Napoli e quel canestro di Lauren Hill

Puoi perdere un anello sotto al ponte di Rialto e i pompieri te lo ripescano. Oppure puoi morire in circostanze misteriose dopo una settimana d’agonia in un luogo che dovrebbe essere sicuro. E non ci sono colpevoli.

 

Gli striscioni per Cucchi e quello inquietante di Napoli su possibili vendette. Il pomeriggio teso ma di pace al San Paolo e gli operai di Terni. Tutto si mescola ed è un casino enorme, as usual.

 

Il resto è calcio giocato. Traiettorie, sovrapposizioni, rovesciate, punizioni. Vittorie e sconfitte. Milano che banche che cambi (cit.), e soprattutto che fatica e Genova che sogna tra Viperetta e Giochi Preziosi.

 

Zamparini è incredulo, come fa adesso a esonerare Iachini? Mazzarri sembra per la millesima volta ai titoli di coda. A Napoli si domandano cosa sarebbe stato con quei due rigori di Higuain segnati (the answer my friend…). Roma brucia, improvvisamente fragile e pensa al Bayern come a un incubo. Pirlo, poi. Morata, anche. Allegri riprende le buone abitudini e si concentra sui greci. Non può sbagliare.

 

[**Video_box_2**]Il Milan è sempre in altalena. Pippo stavolta non lo sa. Cerca i gol degli attaccanti, paradosso supremo per uno che ne ha fatti 316 in carriera e non li trova, incassa l’otto in pagella da Berlusconi ma in campo non è mai padrone del giuoco (con la “U”).

 

Tra un anno e mezzo c’è la finale di Champions a Milano ma la sensazione è che non si potrà nemmeno sognarla.

 

Intanto, dall’altra parte del mondo, Lauren Hill ha diciotto anni e un destino già scritto. Le facce di circostanza dei medici. Il tumore incurabile. I quattro punti nella vittoria della sua squadra 66 a 55. Il canestro che commuove l’America. Il secondo segnato con la mano destra, con cui ormai ha perso la forza. Ma per un istante le basta sentire. Il fruscio della retina è un suono dolce, un rumore leggero. E si vive per questo.

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