cerca

Anche il Foglio ha una fonte a Strasburgo, e ci ha detto tutto di Conte e Juncker

Ecco spiegato il dietrofront fisso sulla manovra

28 Novembre 2018 alle 06:00

Anche il Foglio ha una fonte a Strasburgo, e ci ha detto tutto di Conte e Juncker

Bruxelles, Jean-Claude Juncker riceve il premier Giuseppe Conte (foto LaPresse)

Il Foglio ha un informatore alla Commissione europea. E’ un commesso lituano. Egli ha assistito al colloquio tra Conte e Juncker dopo il quale l’Italia ha fatto marcia indietro. Ma cosa ha convinto Salvini e Di Maio? Vediamolo insieme.

 

Juncker: “Presidente Conte, dica ai suoi sodali che se non cambiano la Finanziaria all’Alitalia non verrà più permesso di atterrare nei seguenti scali: Parigi Orly, Vienna scalo Luigi XI, Madrid, Lisbona (vedi elenco completo sul sito del Foglio)”.

 

Conte: “No! Ragioniamo!”.

 

Interviene Moscovici: “In più la Fao viene trasferita da Roma a Belgrado. L’Onu è d’accordo”.

 

Conte: “Poi, altre sanzioni per ricattare il mio governo?”.

 

Juncker: “L’Unesco leva a tutti i siti italiani il bollino di patrimonio del mondo, tranne all’idroscalo di Milano che avendo una scuola per cani bagnino tra le più rinomate al mondo, è un’eccellenza che l’Europa non vuole perdere”.

  

Conte: “Prosegua! Non sono convinto che questi argomenti piegano i miei azionisti”.

  

Moscovici: “Finora vi abbiamo rispettato anche se fate debito pubblico dalla mattina alla sera, ma siamo già d’accordo con il nunzio apostolico di Anversa”.

 

Conte: “Per fare cosa?”.

 

Juncker: “Spostare la sede papale a Varsavia. La Polonia è la nazione più cattolica del mondo dopo le Filippine. Certo non potevamo spostare il Papa a Manila, non perché non lo meriti, ma perché le Filippine non sono in Ue”.

  

Conte: “Ma solo il Papa o tutto?”.

 

Juncker: “Tutto! Ma non in una sola città: Papa a Varsavia, concistori a Vienna e le congregazioni vengono divise nelle ventisei capitali europee. A Roma vi rimangono la Raggi e Dzeko”.

 

Conte: “No, cediamo! Rinunciamo a tutto il nostro programma di governo, anzi confermiamo la Fornero, la richiamiamo come ministro al posto di Savona”.

 

Moscovici: “No! Savona è un nostro agente che faceva il doppio gioco. La Fornero mettetela all’Economia”.

 

Conte: “E Tria?”.

 

Moscovici: “Tria va al posto di Draghi alla Bce, già da oggi. Poi con decreto mettete Cottarelli al posto di Emiliano in Puglia”.

 

Conte: “E Draghi ed Emiliano?”.

 

Juncker: “Calma! Draghi segretario generale della Nato, Emiliano commissario europeo all’Agricoltura, l’attuale commissario entra nel vostro governo come osservatore dell’attuazione del programma che vi abbiamo imposto”.

 

Salvini e Di Maio hanno detto a Conte di accettare subito: “Se i voli Alitalia non possono atterrare a Liegi come faccio ad andare a vedere Standard Liegi-Napoli?”, ha detto Di Maio. “E io Sparta Praga-Milan?”, ha chiesto Salvini.

 

Conte: “Andate in pullman. Parte da Milano Rogoredo, che problema c’è?”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi