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E' la Giornata mondiale dell’attività fisica (e finalmente se ne accorge anche l'Italia)

Il ministero della Salute pubblica le linee guida per favorire una società fatta di persone più sane e che pesino meno sul Sistema sanitario nazionale

6 Aprile 2019 alle 06:08

E' la Giornata mondiale dell’attività fisica (e finalmente se ne accorge anche l'Italia)

Foto LaPresse

Eureka! Marzo 2019, al passo con i tempi e con grande lungimiranza finalmente. Il ministero della Salute, pubblica delle linee guida per l’attività fisica. Non una robetta generica bensì delle “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione”, che già mi sento tutto sudato! Oggi, 6 aprile, Giornata mondiale dell’attività fisica volevo introdurvi a questo documento, anche perché non è stato pubblicizzato da molti.

 

Vi riporto uno dei tantissimi punti considerati in questo testo, forse il più cruciale su cui puntare per una società fatta di persone più sane e che pesino meno sul Sistema sanitario nazionale. Sono le indicazioni per i bambini e gli adolescenti. La premessa è questa: “Promuovere e facilitare l’attività fisica nei bambini richiede una pluralità di azioni che devono coinvolgere diversi attori, ciascuno con uno specifico ruolo”. Giustissimo, infatti non si può educare un bimbo a fare sport a scuola e poi non gli si permette di fare attività fisica in altri contesti.

 

Ci sono consigli per la famiglia: adottare uno stile di vita attivo durante la gravidanza; favorire l’apprendimento di uno stile di vita sano e attivo fin dalla più tenera età; favorire l’attività fisica e sportiva. Per la scuola: sviluppare interventi educativi di promozione dell’attività fisica e sportiva progettati in raccordo tra settore scolastico e sanitario; assecondare la tendenza di bambini e ragazzi a muoversi attraverso giochi di movimento e “pause attive”; facilitare l’inclusione degli alunni disabili. Inoltre si incoraggia tutti gli operatori sanitari dal medico di base in poi, e l’intera comunità a incoraggiare le famiglie e i bambini ad adottare uno stile di vita attivo, e se non si sapesse come procedere rivolgersi al medico dello sport, figura ahimè troppo spesso sottovalutata. Forse questo documento non dice nulla di straordinario, ma non ce n’è bisogno, perché l’attività fisica, al contrario, deve essere ordinaria.

Giacomo Astrua

Agonista di professione. Ho vissuto e vivo lo studio, lo sport e il lavoro come un agonista. Nato a Torino. Quarto di cinque figli. Sposato da un anno. Padre. Mi sono dedicato per tre anni alle malattie metaboliche per poi abbracciare del tutto la mia passione per lo sport lavorando come dietista sportivo per atleti olimpici, calciatori di massimo livello e per la FIAT Torino Auxilium.
In Cibo Veritas nasce per questa passione, questo agonismo per il mondo della nutrizione e per il cibo!
Buona mangiata a tutti.

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