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Giro del mondo in 80 giorni? No, in bicicletta. Il viaggio intorno al globo di Rotafixa

1 Agosto 2014 alle 00:00

"Un giro del mondo per i miei 50 anni. Guardo con una certa tenerezza a questa mia intenzione, perché non deriva da altro che da scelta. Nessuna crisi di mezza età, nessun senso della vita che mi sfugge, niente ansia di fare qualcosa che resti, ché niente resta. Solo la voglia di festeggiarmi e di girare il mondo; e di farlo in bicicletta, su una bici costruita da me".

Paolo Bellino, Rotafixa, è partito a giugno per il suo giro intorno al mondo. Lo sta facendo in bici (costruita da capo a coda da se) perché su di una bici  ci vive da dieci anni: nessun mezzo a motore, per scelta, solo pedali, sellini e telai; movimento fisso, di solito, anche questo per scelta, scelta antica, che ha anticipato di anni il boom delle fixed cittadine di questi tempi. Perché Rota è uno che le bici le conosce, le ha imparate a vivere, le costruisce. Opere d'arte meccaniche, pezzi unici, come unica è la sua capacità di parlare di bicicletta, di mobilità e quant'altro sia legato al mondo a pedali.

 

Paolo Bellino, Rotafixa, è giornalista, si è preso un anno di pausa dal lavoro per seguire la sua rotta.

 

Paolo Bellino, Rotafixa, ora si trova in Cina, ha attraversato l'Europa mitteleuropea, la Russia (utilizzando anche il treno, perché in un anno di sola bicicletta il mondo non lo si può girare), la Mongolia. Continuerà a pedalare sino al prossimo anno, aggiornando il suo blog, escoafareungiro.com.

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