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I giochi Atari ritrovati nel deserto

28 Aprile 2014 alle 00:00

Era la più grande leggenda del mondo dei videogiochi, trent'anni dopo è divenuta realtà, un fatto storico; il "cimitero" delle cartucce Atari sepolte è venuto alla luce ad Alamogordo, in New Mexico.

Anno 1982. Atari, acquistata 4 anni prima dalla Warner, accusa per il primo anno nella sua storia una riduzione delle vendite. A fine anno viene lanciata la nuova console, l'Atari 2600, vengono rilevati i diritti dalla Namco per Pac-Man, vengono prodotte milioni di copie dei videogiochi più importanti per raggiungere una distribuzione capillare, infine vengono immessi sul mercato giochi  derivati dai grandi film Warner. L'obbiettivo è aumentare le vendite della console.

Tra i videogames prodotti in più copie c'è E.T.: l'equazione è semplice, grande successo di Spielberg al cinema, sicuro successo sull'Atari. Fu un flop clamoroso. Dei 5 milioni di pezzi prodotti ne tornarono alla base 3,5. Per evitare gli altissimi costi di stoccaggio e conservazione, venne presa la decisione di eliminarli gettandoli in una discarica, in quanto invendibili. L'Atari negò ai media l'operazione: nacque la leggenda, ora confermata dal ritrovamento.

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