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Un altro Nobel preventivo

11 Ottobre 2013 alle 00:00

Smantellare le armi chimiche del presidente siriano, Bashar al-Assad. Questa la principale missione dell'Organizzazione per la proibizione della armi chimiche (Opac), l'organo attuativo della Convenzione sulle armi chimiche con sede a l'Aja, in Olanda, a cui è stato assegnato oggi il Premio Nobel per la Pace.
Gli ispettori Opac sono arrivati in Siria il primo ottobre, dopo l'approvazione della risoluzione 2117 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che punta all'eliminazione dell'arsenale chimico siriano entro la metà del 2014. Nei giorni scorsi l'Opac ha auspicato un cessate il fuoco nel paese per poter raggiungere in sicurezza tutti i siti di stoccaggio delle armi non convenzionali possedute dal regime. Il direttore generale dell'Opac, Ahmet Uzumcu, ha definito ''abbastanza collaborativo'' il governo di Damasco nelle prime fasi della missione, definendo "realistico" l'obiettivo della missione, se condotto con il sostegno della comunità internazionale.
L'Organizzazione lavora a stretto contatto con l'Onu e oltre a  vigilare sul rispetto della Convenzione rappresenta un ambito di  dialogo tra i paesi membri finalizzato alla lotta contro la  proliferazione. Ad oggi sono solo cinque i Paesi che non hanno aderito all'Opac: Angola, Corea del Nord, Egitto, Israele e Myanmar.

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