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Il governo Letta

29 Aprile 2013 alle 00:00

Quello che oggi alle 15 il neopremier Enrico Letta farà alla Camera, per il primo discorso programmatico su cui chiederà la fiducia, sarà un appello a mettere da parte le contrapposizioni sterili e a lavorare, con rapidità e impegno, sui provvedimenti necessari a far ripartire il Paese. Un discorso a tutto il Parlamento perché, ottenuta la fiducia, tutti, nessuno escluso, si misurino sulle singole leggi. Anche l'opposizione. I tre punti sono quelli già esposti: crisi dell'economia, riforma della politica, nuova Europa. Ieri a Palazzo Chigi, mentre Letta scriveva il suo discorso per oggi, è giunto il ministro dell'Economia, Maurizio Saccomanni. Un primo giro d'orizzonte sui conti pubblici per capire quali promesse sono spendibili e quali no, soprattutto cominciando dall'abolizione dell'Imu reclamata dal Pdl. Insieme a questo, vi è stato un confronto per verificare quali possono essere gli snodi da cui far ripartire l'economia del Paese. La crisi di credibilità della politica, ha spiegato più volte Letta, richiede una sua autoriforma, uno snellimento, maggiore incisività delle sue istituzioni e delle sue articolazioni. Ma soprattutto la politica si saprà 'redimere' agli occhi dei cittadini se agirà nel loro interesse, se sarà al servizio del paese. Infine l'Europa, ma una nuova Europa, che al rigore unisca la crescita e che sappia unire le sue forze fino all'unione politica. Tre pilastri, per il nuovo governo, all'insegna di due parole chiave: consapevolezza e responsabilità.
 

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