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"Alebrijes, Alebrijes!"

22 Ottobre 2012 alle 00:00

Pedro Linares, artista messicano, alla soglia dei 30 anni si ammalò gravemente. Andò a dormire e sognò di ritrovarsi in una foresta abitata da strani animali: asini alati, leoni con teste d’aquila, galli con corna di toro. Sul momento non se ne stupì, l’artista: cielo, piante e terra erano per lui ospitali e anche quegli strani animali non destavano in lui alcuna preoccupazione. Poi accadde che tutti gli animali cominciarono a far sentire la loro voce, chi a belare, chi a muggire, chi a nitrire e per tutti, quella voce, aveva lo stesso suono: “Alebrijes, alebrijes!”.
D’un tratto la foresta divenne teatro di un concerto sempre più rumoroso tanto che Linares, ormai in preda al mal di testa, iniziò a correre lungo un sentiero fino a che incontrò un uomo che indicò lui la via d’uscita da quel sogno. Fece ancora qualche passo, scansò fronde e si affidò al fango incerto di quel sentiero. Poi s’imbatté in una finestra, ci saltò dentro e si risvegliò nel suo letto.
Da allora Pedro Linares prese a dar forma alle creature di quel sogno, dapprima con la carta, poi con il legno, puntellate da copale e colorate secondo il gusto. Le notarono un giorno Diego Rivera e Frida Kahlo e oggi sfilano ancora per le vie di Mexico City.

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