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Vancouver 2010, tra ecomedaglie e loghi inuit

12 Febbraio 2010 alle 00:00

Dopo Torino 2006 è la volta di Vancouver 2010, in Canada. Ecco qualche pillola per non giungere impreparati all’evento sportivo della stagione. Il logo si chiama Ilaanaq, che nella lingua degli inuit significa “amico”: rappresenta un inukshuk, una piccola costruzione di pietre utilizzata come punto di riferimento dalle popolazioni locali. Ilaanaq ha fattezze umane, con gambe, testa e braccia aperte. E’ stato ideato dalla designer Elena Rivera MacGregor e dal messicano Gonzalo Alatorre. Le mascotte sono tre, due per le Olimpiadi e una per le Paraolimpiadi (dal 12 al 21 marzo): l’orso marino Miga e la leggendaria scimmia della foresta Quatchi, poi sarà la vota di Sumi, simpatico uccellino mitologico delle montagne. La torcia, accesa ad Atene il 30 ottobre 2009, è realizzata in argento e richiama le tracce lasciate dall’uomo sulla neve e sul ghiaccio. La presa d’aria sul di dietro è a forma di foglia d’acero, mentre sul davanti campeggia il motto – in inglese e francese – di Vancouver 2010: “With Glowing Hearts/Des plus brillants exploits”, in italiano “Con i cuori ardenti”. Sia le mascotte sia la torcia sono opera del designer argentino Leo Obstbaum. Le medaglie portano la firma della disegnatrice Corrine Hunt, membro della tribù Raven Gwa’wina, e dell’architetto nato a Gerusalemme ma canadese d’adozione Omer Arbel. Il trofeo a cui tutti aspirano è fatto con i materiali classici (l’oro, l’argento e il bronzo), ma riciclati, insomma delle eco-medaglie. Soltanto la forma distingue quelle delle due manifestazioni: rotonde le olimpiche, quadrate le paraolimpiche.

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