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Vola dalla gola l’immensità

Il Domani appartiene a Junio: il bardo che ieri ha raggiunto il Carro dell’Immensità

20 Aprile 2018 alle 20:16

Vola dalla gola l’immensità

Vola dalla gola l’immensità. Abita il lassù ma è il canto che ne scioglie, con le lacrime, il vibrato che chiama nel coro Proserpina – figlia delle primavere – quindi Diana coi cacciatori e Luna. Nei cieli. Caduti nel pozzo del dolore, gli Hobbit, cercano una corda che li guidi in alto, verso la luce. Nel pianto – l’Anello – è felice follia. Ecco: il Domani appartiene a Junio: il bardo che ieri ha raggiunto il Carro dell’Immensità.

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Commenti all'articolo

  • fabriziocelliforli

    23 Aprile 2018 - 17:05

    Ho problemi di ermeneutica; e non da oggi. MA mi affretto velocissimamente a precisare che leggerLa è come ascoltare un brano di musica cosiddetta classica (per me, meglio: Musica Forte) : dopo si sta meglio.

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  • oliolà

    20 Aprile 2018 - 20:08

    Il Gran Carro lo vedo per intero/opposto nel suo giro a Cassiopea/del Minore indovino l'andamento/ma sua è la Stella che fa Perno.

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