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L'udienza di Luna a Oceano

"Dai vino all'ampolla delle sue vigne", lui mormorava per Gea, che infine ebbe a comparire, come Lupo per Lei

28 Febbraio 2018 alle 06:10

L'udienza di Luna a Oceano

Foto Wikimedia Commons

L’Oceano, ieri – con le sue vesti di lacere schiume, e con poche perle – chiedeva udienza a Luna. Chiedeva che convincesse Gea, la terra, a generare per lui un fuoco che ancora non appare. “Ho tanto fissato in me stesso lo sguardo”, mormorava lui scrutando i suoi stessi rivoli perdersi negli orridi del cosmo, “da sacrificare a questo mio pazzo cuore l’istante di ogni palmo d’acqua”.

 

Oceano, piangendo come un flauto, supplicava Luna ancora di un’altra grazia: che desse vino all’ampolla delle sue vigne. Faceva buio, nel frattempo, e Luna, il cui chiarore mutava in mezzogiorno la mezzanotte, chiedeva a Lupo di portare il proprio petto pieno di fuoco su Altesina. E fu così che da lì, ieri, il purissimo spirito di Gea per Oceano ebbe a comparire.

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