Amore e destino

C’era tutto un evaporare di magie e Luna stessa, immersa in quella polla di colore ocra, splendeva e vibrava come una moneta d’oro

Amore e destino

Rinaldo e Armida, di Annibale Carracci

Ma cosa ci faceva ieri, Luna, sotto gli alberi della notte ancora svestiti dall’inverno? Era da respirare a pieni polmoni l’aria fredda intorno ad Altesina e l’aroma del caffè tostato, pronto per l’arrivo della mattina, pungeva sui cespi di ginestra, a loro volta pronti a esplodere nel giallo. Lupo si aggirava intorno spargendo tra i sentieri una fioritura di lanterne, corteggi variopinti e fogli intrisi di Tuberose con sopra indovinelli scritti con parole tutte in suono e niente in rumore. C’era tutto un evaporare di magie e Luna stessa, immersa in quella polla di colore ocra, splendeva e vibrava come una moneta d’oro. Lupo correva cercando e se la mangiava con gli occhi la sua Luna, con la montagna mossa a stupore che, ancora una volta interrogata, diceva: “Non è un destino il tuo, Lupo; è un amore”.

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