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Lezioni di liberismo

“Non pensate allo stipendio” dice Andrea Guerra, manager di Eataly, nonché pezzo importante dell’argenteria renziana

30 Novembre 2016 alle 06:00

Lezioni di liberismo

Una scena del film "Gli stagisti"

“Non pensate allo stipendio” dice Andrea Guerra, manager di Eataly, nonché pezzo importante dell’argenteria renziana. Lo dice ai giovani, verosimilmente ragazze e ragazzi fortunati quando possono strappare alle scicchissime aziende dell’orgoglio liberista l’elemosina di un contratto a tempo determinato con un guadagno tipo 400,00 euro al mese, in città dove l’affitto di una stanza è pari allo stipendio, giusto quella chimera cui i suddetti giovani non devono pensare. Il monito calza perfettamente con la parabola del ciuccio d’Assoro: il padrone fece di tutto per insegnare all’asino a non bere e a non mangiare più. Ma quello, lo scecco, manco il tempo d’imparare a stare digiuno, se ne morì. E però imparò il liberismo.

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    02 Dicembre 2016 - 19:07

    Bisogna dirlo e scriverlo: Buttafuoco coglie nel segno perché poi alla fine lo stipendio conta e nel settore alimentare sono gli chef a spadroneggiare. Poi il liberismo in Italia non è stato applicato nelle professioni dove regnano lobby e caste, con buona pace del liberismo, predicato ma non applicato.

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  • Nambikwara

    Nambikwara

    30 Novembre 2016 - 10:10

    Vede, caro Buttafuoco, come "l'argenteria" si ossida facilmente: dagli occhi con okkiali, alla panza con digiuno; più liberi di così si muore.

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