Lo smart working è immune dal virus, ma non sta bene Prove empiriche che lavorare (anche da casa) stanca

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03/03/2020

Il Pensiero dominante di questa settimana nasce da una suggestione via Twitter, al solito arguta, del grande linguista e neuroscienziato Andrea Moro: “Interessante notare che il lavoro a distanza non venga più chiamato ‘telelavoro’ ma ‘smart working’: ‘lavoro intelligente’. L’implicazione è imbarazzante”. Poiché questa pagina ha l’ambizione, puntualmente delusa, di mettere a fuoco qualche idea fissa dietro alla superficie mobile dei fenomeni, lo spunto offre un buon punto di partenza. Non tanto e non solo per interrogarsi sull’efficacia della pratica...

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