Il fascino indiscreto del bibitaro di lotta e di potere. Elogio malandrino di un improbabile e improvviso uomo di stato: Luigi Di Maio

1

13/12/2019

G iggino Di Maio mi annoia, non lo guardo, non lo leggo, non lo seguo tranne che per l’essenziale, ho condiviso stupore e stordimento per il suo successo, ira per il governo del contratto, per il reddito di pigranza, e sempre l’ho considerato con un non commendevole ma sentito sussiego, il bibitaro, il capo politico addirittura, il baro del sistema Rousseau, quello che ha estorto al padre un autodafé sull’abusivismo utile alla sua reputazione, quello che su casta e privilegi...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.