Attenti a quei due

Relazione complicata quella tra committente e architetto. Può andare bene, oppure malissimo. Il caso di Mies van der Rohe e la dottoressa Farnsworth

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06/12/2019

Relazione complicata: quella tra committente e architetto si sa che è una delle più gustose, anche perché almeno tra grandi opere novecentesche sono in ballo personalità e caratteri non minimali. Così, da Tomaso Buzzi che a Sabaudia prende alla lettera Lily Volpi (e il telegramma d’epoca “faites-moi une petite folie neoclassique”, e verrà eseguita, avoja), agli Hearst del castello di San Simeon, nella California più drammatica, dove il tycoon editoriale dell’epoca, ispiratore del “Quarto potere” d’Orson Welles, commissiona quel sinistro...

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