IL GIOIELLO DI ARNAULT Cosa non luccica nell’operazione Tiffany La colazione in gioielleria è costata cara per Lvmh e rischia di essere un po’ amara se non rilancerà il marchio in Europa e negli Stati Uniti (come ha fatto Bulgari). La Cina è il rifugio perfetto per il lusso

Fabiana Giacomotti

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Fabiana Giacomotti

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27/11/2019

C ome diceva qualcuno, un’immagine vale più di mille parole per cui, prima di sgolarsi sull’importante premio di maggioranza che Bernard Arnault ha pagato per l’acquisizione di Tiffany – quasi dieci dollari ad azione in più rispetto della quotazione di venerdì 22 novembre di 125,5 dollari per un roboante totale di 16,2 miliardi di dollari che verranno pagati cash entro i primi mesi del 2020 – vale la pena di guardarsi bene lo scatto che ritrae il presidente americano Donald...

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