Il complotto dei Mittal è una balla per coprire il fallimento patriottico

La teoria per cui “gli indiani” hanno comprato per chiudere non ha senso. Sull’Ilva c’è stato un autocomplotto italiano

Luciano Capone

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Luciano Capone

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12/11/2019

Roma. “Il patriottismo è l’ultimo rifugio dei furfanti”, diceva il letterato inglese Samuel Johnson riferendosi al falso nazionalismo dei governanti dell’epoca. Nel precipitare della crisi dell’Ilva di Taranto la falsa coscienza patriottista domina la narrazione, cercando di riunire tutta la nazione (popolo e stato) come un sol uomo contro l’usurpatore straniero, in questo caso indiano, in una singolare guerra di liberazione: non per spingere l’invasore fuori dai sacri confini italiani ma per costringerlo a restarci. Per poter alimentare questa retorica...

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