Preghiera

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01/11/2019

“Sapevo che Dio era in me, e divenni diffidente, egoista e meschino, perché volevo proteggere il mio tesoro di purezza davanti al caos che regnava alla fine dei tempi”. Io lo capisco benissimo il protagonista del libro di Antonio Garlini, “Il fico di Betania” (Aboca): un ebreo zelota e dunque zelante, un sicario che aveva ucciso degli ebrei collaborazionisti, complici dell’occupante romano, un uomo diviso fra miseria e preghiera, esaltazione e sconforto, patriottismo e dubbio. E inoltre il proprietario del...

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