Morire per sete

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09/10/2019

D elle tredici donne annegate di notte nel mare di Lampedusa, una incinta, una di dodici anni, degli otto bambini dispersi più tutti gli altri fino a un numero di cinquanta, molti, o la maggior parte, come sempre venivano dall’Africa subsahariana. Da luoghi dove si muore, e si fugge, per fame e per sete. E se vogliate chiamarli profughi, o clandestini, o migranti economici, oppure migranti climatici non fa differenza. Sono eufemismi della politica, finzioni della burocrazia europea. Resta il...

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