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Il terrorismo razzista di El Paso è un tassello della grande guerra fra identità

6 Agosto 2019 alle 23:10

Roma. E’ sempre più frequente che gli attentatori scrivano dei manifesti prima di commettere le stragi. Non sono saggi lunghi come quello di Unabomber, ma nemmeno telegrafici messaggi finali di chi sta per gettarsi in un’impresa mortale. Sono documenti che segnalano un’ispirazione ideologica condivisa da una comunità di riferimento, tanto che gli attentatori tendono a citare chi li ha preceduti. Sono segnacoli identitari nei quali riconoscersi, per poi uccidere, evangelizzare e nuovamente riconoscersi. Patrick Crusius, il 21enne che ha ucciso...

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07/08/2019

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