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Fuga all’avana

6 Agosto 2019 alle 23:10

Fuga all’avana

A un certo punto ho mollato i telefoni e ho comprato un biglietto di sola andata. A Cuba ho trovato il circolo della maionese, lo Zerinol e la scrittura di notti che hanno cambiato tutto

“Il mare dell’Avana mi ha sempre fatto paura. All’Avana, però, quasi ogni strada conduce al mare, per cui tutte le strade, per quanto riguarda me, portano alla paura”. Abilio Estévez E così un giorno mi licenziai e lasciai l’ufficio della Telecom con la sua oscurità familiare per tuffarmi nella solarità promettente di un mondo nuovo: quello dei venditori di panini allo stadio. La libertà – pensavo – può assumere forme imprevedibili, ma intanto io indossavo una forma prevedibilissima: ventidue anni,...

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07/08/2019

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