Imre Oravecz ci insegna che ogni storia ben scritta è degna di essere raccontata

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31/07/2019

Q uando si parla di letteratura ungherese contemporanea, la mente va subito ad atmosfere astratte e oscure, che siano quelle più ricercate di László Krasznahorkai (autore che, dopo la scoperta da parte del Man Booker Prize International, ha visto un piccolo ma significativo revival anche da noi, con la pubblicazione presso Bompiani di due dei suoi massimi lavori, “Satantango” e “Melancolia della resistenza”) o quelle più accessibili, ma sempre umbratili e psicotiche, dell’Ágota Kristóf della “Trilogia della città di K”....

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