L’illusione di un aristocratico al potere

Francesco Saverio Borrelli è stato il regista più autorevole di Mani pulite, ma non era un rivoluzionario. Pensò di dare uno sbocco politico a quella stagione. La storia però è andata da un’altra parte, tanto che nel 2011 se ne scusò. Colloquio con Mattia Feltri

5

22/07/2019

La scomparsa di Francesco Saverio Borrelli induce inevitabilmente a una riflessione sulla stagione di Mani pulite, di cui il procuratore generale milanese fu il regista più autorevole. Borrelli non era un “rivoluzionario”, il suo stile era quello di un aristocratico che vedeva con una certa diffidenza i nuovi potentati economici e politici, che si affermavano nella fase conclusiva della Prima Repubblica. Era una specie di Montesquieu che si trova a diventare l’ispiratore dei Robespierre e dei Saint Just? Ne parlo...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.