Cartellone

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26/06/2019

di Luca Fiore E’ difficile avvicinarsi alla pittura di Arshile Gorky appesantiti dalle zavorre delle categorie mentali e dei gusti di seconda mano. Occorrerebbe un filo in più di libertà e di spregiudicatezza nel guardare. Dimentichiamo per un attimo Pollock e Rothko. Pensiamo di entrare, completamente ignari, nello studio di questo signore venuto a New York dall’Armenia. Che cosa direbbero queste tele i nostri occhi? Che cosa suggerirebbero al nostro cuore? Sarebbe il modo di entrare in qualsiasi mostra. Dopo,...

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