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Uno, cento, mille Arata. Ritratto del nuovo uomo nero della Lega

12 Giugno 2019 alle 23:10

Palermo. Basta varcare lo Stretto e toccare la sponda siciliana per essere risucchiati in un limbo dove tutto puzza di mafia. E’ la mafiosità che finisce per connotare ogni gesto, ogni azione, ogni parola di Paolo Arata, che da ieri è finito in carcere per i suoi affari con Vito Nicastri, soprannominato il “re del vento” per la sua capacità di fare soldi con le energie rinnovabili. Una mafiosità che va oltre le stesse valutazioni del giudice per le indagini...

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13/06/2019

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