Acciaio a regime minimo

La siderurgia europea soffre i dazi. Mittal manda 1.400 in cassa a Taranto

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06/06/2019

Dopo nove mesi dall’accordo firmato da ArcelorMittal per rilevare gli stabilimenti siderurgici dell’Ilva, l’azienda ha comunicato il ricorso alla cassa integrazione ordinaria per almeno 13 settimane, rinnovabile, coinvolgendo circa 1.400 lavoratori al giorno su un organico di 10.700 dipendenti. I motivi, dice il primo gruppo siderurgico continentale, riguardano l’intero comparto europeo dell’acciaio investito da un ciclo sfavorevole. A Taranto significa fermare le attività del treno nastri, del laminatoio a freddo e dell’impianto di colata continua. L’azienda s’impegna a procedere con gli investimenti previsti dall’accordo, circa 2,4 miliardi di euro, necessari per portare a compimento il piano industriale e ambientale. Il ministro Luigi Di Maio, che ha gestito il passaggio a Mittal, non aveva ancora commentato la notizia mentre questo giornale andava in stampa. Per Mittal la produzione a Taranto passerà da 6 a 5 tonnellate e altre tre tonnellate sono state tagliate tra gli stabilimenti polacchi e spagnoli nelle Asturie. Per Ilva è più difficile recuperare il gap con gli altri stabilimenti europei perché dal 2012, con il primo sequestro, in poi ha perso clienti. In Europa il calo della domanda, legato al rallentamento del mercato dell’automotive, e l’imposizione di dazi americani, che ha spinto la Turchia a inondare il mercato continentale con i suoi prodotti, sono le maggiori preoccupazioni delle compagnie siderurgiche. Lunedì oltre quaranta amministratori delegati di gruppi siderurgici hanno scritto alla Commissione europea e agli stati membri per informare dello stato di crisi che attraversa l’industria: “C’è stato un cambiamento improvviso e particolarmente negativo delle prospettive della siderurgia europea. Migliaia di posti di lavoro sono a rischio”. Nel Regno Unito la seconda acciaieria del paese, la British Steel, ha appena dichiarato bancarotta: i laburisti propongono la nazionalizzazione, l’Ukip la cessione di quote ai lavoratori. Il problema del settore è un portato del protezionismo, ma lo statalismo non sarà la soluzione.