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Tra spie e contrabbando, l’operazione Yellowbird che salvò dai carri armati i dissidenti

3 Giugno 2019 alle 23:11

La caccia ai leader della “primavera cinese” e la rete di attivisti che cambiò Hong Kong, dove i sogni di democrazia dovevano fare i conti con il sangue nelle strade

Bangkok. All’indomani del bagno di sangue che si consumò per le strade di Pechino all’alba del 4 giugno, in tutto il paese iniziò la caccia all’uomo per acciuffare i leader degli studenti, gli intellettuali liberali e i sindacalisti che per 50 giorni avevano occupato la piazza simbolo del potere cinese. Dopo che l’esercito aveva aperto il fuoco su manifestanti e semplici cittadini che quella notte tentarono di fermare l’avanzata dei carri armati per le strade della capitale, il messaggio arrivato...

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04/06/2019

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