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Qualcuno deve fare qualcosa, a occhi aperti e porti chiusi. Viva la lingua di fuoco e la disobbedienza dello speleologo della carità vaticana

13 Maggio 2019 alle 23:09

A bbiamo vissuto per anni di Antigone, sublime tragico conflitto cerebrale fra coscienza e legge, e siamo finiti felicemente in un tombino romano dalle parti di Porta maggiore, dove un cardinale polacco mandato da un Papa argentino si cala a celebrare illegalità e disobbedienza, le due più straordinarie virtù, in forma di vizio, della città di Roma, sopra e sotto. Il distacco dei sigilli dell’Acea per dare luce a donne uomini e bambini poveri di un palazzo occupato è un...

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14/05/2019

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