Cartellone

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24/04/2019

di Luca Fiore A Villa Panza si ricostruisce con ordine e gusto una vicenda che inizia dalle parti del minimalismo e approda a un’inaspettata sponda umanistica. L’impronta filosofico-geometrica non si smarrisce, ma viene temperata da un gesto pittorico che si fa selvatico. Un’arte che, pur restando astratta, sa parlare di terra, cielo, vento e mare. Sean Scully lascia un dono prezioso alla villa e alla collezione: una serie di 27 piccole vetrate poste nella serra. Andateci, se potete, di mattina,...

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