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A QUALCUNO PIACE FLUIDO

3 Aprile 2019 alle 13:00

A QUALCUNO PIACE FLUIDO

D ice il Truce del sottosegretario Spadafora, litigando sulla famiglia naturale, che “non ha titolo per occuparsi di queste cose” (più o meno, detesto le citazioni troppo letterali). E’ evocato così al massimo livello, oops, il livello dei vecchi attacchi leghisti ai culattoni, il tema di un governo che indossa in una gamba lo stivale e nell’altra il tacco dodici. I superinformati e i superpettegoli non fanno che parlare di questo fin dall’inizio. Ora c’è il bollo del Viminale.

Sconsiglio: uscite all’Opera, Orfeo ed Euridice, mano nella mano con una nuova “lei”. Sconsiglio: interviste in cui lei si dice “pazza d’amore per il suo cervello” (il cervello è quello di Giggino). Consiglio: la faccia tosta ammirevole di Casalino, il primo depilato d’Italia e portavoce del Pdcm, un altro in odore di santità, quando parla del fidanzato cubano, insomma un coming out pieno di sensibilità e di affezione. Sconsiglio: battutacce psicopolitiche del ministro di polizia. Sconsiglio: gossip e blagues sessiste sul governo del cambiamento. Sconsiglio: il bando di Verona, città di Romeo e Giulietta, ai danni del vice Di Maio (troppi processi in quella città amata e d’amore). Per il Vinitaly, poi.

In uno dei più bei film della storia del cinema, naturalmente del compianto Sidney Lumet, Al Pacino giovane trascorre un pomeriggio di un giorno da cani: il rapinatore gentile, ballerino, molto left oriented, adorato dalle folle attruppate sulla scena e alla fine intrappolato da perplessi agenti dell’Fbi, ha una moglie e due pupi, e un marito androgino, Leo, che cambierà sesso con duemilacinquecento dollari che lui gli lascia per testamento o con altra moneta, visto che il cambrioleur sopravvive e va in carcere. Fu il film del cambiamento, a metà dei Settanta, un capolavoro di umorismo e pietà infarcito di desiderio e di Dio (“Sono cattolico, non farò male a nessuno”, dice Al Pacino ai suoi ostaggi nella filiale della banca di Brooklyn). E’ da parecchio tempo che su queste cose si esercita un magnifico storytelling, per non parlare del Fedro e del Simposio (IV secolo avanti Cristo). Perché censurarsi proprio ora?

Avevamo già osservato all’epoca dello smutandamento berlusconiano, pedinamenti e origliamenti e spettegolamenti per incastrare la “furbizia levantina” delle signorine, che la piatta eterosessualità dei governanti era uno svantaggio, quello gay è in politica sesso protetto, il Cav. avrebbe dovuto pensarci e provvedere, come ha imparato a sue spese anche il ricchissimo Bezos che ha mandato le foto dei genitali, presumibilmente i suoi, alla fidanzata segreta, incorrendo nelle indagini di MBS il saudita e del tabloid americano invece che della Boccassini e della stampa di corte talebana. Ai veronesi che minacciavano l’inferno per gli omosessuali, la mia amata Paola Concia ha replicato su Twitter: “Posso andarci con mia moglie?”.

Oltre tutto, come si vede, c’è una questione eminentemente politica: le alleanze. Il Truce minaccia due forni maschilisti, ancorati a destra, non è che ai grillozzi di sesso e di governo possa fare schifo un’apertura a sinistra, eventuale, sul tema della modernità affettiva. Avanti, compagni, contro il Medioevo!


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03/04/2019

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