IAN, FIGLIO DI ANNA

5

29/03/2019

N on esiste incubo peggiore per un giornalista radiofonico di quando arriva un ospite che non sa parlare. Per questo quando Anna e suo figlio Ian, adottato in Cina sette anni fa, hanno messo piede nella radio per cui lavoro, ho stramaledetto l’ufficio stampa dell’ente di adozioni internazionali che me li aveva proposti. “Sono bravissimi – mi avevano scritto via mail – ti piaceranno un sacco”. Invece quando Ian ha aperto bocca è stato subito chiaro che lui aveva un...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.