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No governo, no party

22 Marzo 2019 alle 12:06

Roma. “Io glielo dirò a Giorgia: o entriamo nel governo, oppure finiamo come Rifondazione comunista: estinti”. Achille Totaro, colonnello fiorentino di Fratelli d’Italia, ha appena votato la sfiducia contro Toninelli. E’ dovuto perfino intervenire, in Aula, per correggere il suo voto. “Sì, perché delle due mozioni, abbiamo appoggiato quella di Forza Italia e ci siamo astenuti su quella del Pd. Anche se poi, alla fine, Toninelli sempre quello è”. Una scelta bizzarra, quella del gruppo di Giorgia Meloni. “Una scelta che dimostra che, così come stiamo, non siamo né carne né pesce, e non può durare a lungo”. Astenendosi, però, FdI ha esibito i propri numeri: i suoi 18 voti potrebbero essere decisivi per tenere in piedi una maggioranza che, a Palazzo Madama, ormai oscilla costantemente al di sotto della quota minima di sicurezza. “E’ questo il momento di entrare nel governo: cosa attendiamo del resto?”, ragiona Totaro, che dopo aver votato si intrattiene a lungo alla buvette con Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega. “Certo, su alcuni temi sarebbe difficile per il Carroccio tenerci in maggioranza: sulle autonomie, noi, siamo assolutamente contro”. E però, “a destra di Salvini non c’è spazio: lui è già estremista di suo. E quando noi proviamo a scavalcarlo, finiamo per essere un po’ patetici. Mica possiamo fare il verso a CasaPound”. Ma la Meloni? “Decide Giorgia, ovviamente. E io obbedisco. Però ormai siamo sulla soglia del 4 per cento: basterebbe una lieve flessione per sparire. L’unica soluzione è superare questa nostra ambiguità ed entrare nel governo, provando semmai a modificarne l’agenda. Altrimenti, rischiamo l’estinzione”. (Valerio Valentini)

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22/03/2019

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