Sì al maggioritario

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19/03/2019

Roma. Roberto Giachetti dice sì alla proposta del Foglio per un ritorno del maggioritario. “Io sono ovviamente per il maggioritario, la mia preferenza è per il doppio turno ma mi va benissimo anche il turno unico all’inglese. Vede, il sistema maggioritario garantisce un risultato che a sua volta garantisce l’esistenza di un governo e di un’opposizione. Peraltro, questa era la proposta originaria del Pd fino a qualche anno fa. Siccome la legge elettorale deve essere condivisa il più possibile, io l’accordo lo farei anche con il diavolo. Non mi spaventerebbe, come propone Claudio Cerasa, un accordo con la Lega ma nemmeno con i Cinque stelle. Sarei felice se fosse arrivata la consapevolezza che serve una legge elettorale che, invece impedire di governare, lo favorisca”. Il Pd in questo momento sarebbe il meno avvantaggiato da una legge del genere, dice Giachetti, “ma così renderemmo l’Italia un paese al pari di altri paesi europei. Con un’opposizione e una maggioranza, non con accrocchi come quelli che vanno avanti da anni, con Monti, Letta, pure Renzi. Questo paese ha bisogno di una vera semplificazione. Ci avevamo provato con la legge simile a quella dei sindaci, ma è stata ammazzata dalla Corte costituzionale perché era dentro un disegno di riforma più ampio”. A Giachetti insomma pur di fare un accordo per una legge maggioritaria vanno bene tutti. “Lo faccio ad occhi chiusi, con chiunque. Lega, 5 stelle, chi vi pare”. Ma con questo Pd sarebbe possibile puntare al maggioritario? “No, io vedo un Pd che sta tornando indietro. Stanno andando a ramengo i cardini del progetto della vocazione maggioritaria. Lo stiamo rimettendo in cascina a favore di una politica delle alleanze, che è soltanto una illusione di poter giocare un ruolo”. In realtà, dice il deputato del Pd e già candidato alle primarie, “si tratta di tornare a un periodo che abbiamo già conosciuto, quello dell’Unione. La ‘sacra’ Unione ce la ricordiamo tutti quanti. Dovevamo mettere insieme tutto il contrario di tutto per vincere le elezioni e poi non governavamo perché ricattati da partiti dello 0,2 per cento. Una visione opposta a quella di cui avrebbe bisogno questo paese. E’ dal 2011, quasi dieci anni, che questo paese è costretto a maggioranze impure che ovviamente penalizzano una linea politica chiara”. Insomma, questa è la lunga stagione “dei compromessi continui. L’unica via per farli finire, come dice Cerasa, è il maggioritario”. (da)