cerca

Sempre tutta colpa dei russi?

Le élite politicamente corrette americane stanno dando di matto per le interferenze russe. Intanto, una minaccia grave e variegata si sta plastificando appena al di là dell’orizzonte della loro coscienza, scrive lo Spectator

19 Marzo 2018 alle 09:07

Sempre tutta colpa dei russi?

Foto LaPresse

"Uno dei momenti più memorabili dei dibattiti presidenziali del 2012 si è avuto quando ai candidati fu chiesto quale credessero fosse la peggior minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, ha scritto Roger Kimball sullo Spectator. “Mitt Romney disse ‘la Russia’. Barack Obama trovò la risposta ridicola. ‘Hanno appena chiamato gli anni Ottanta, rivogliono indietro la loro politica estera’ rispose Obama, in mezzo a schiamazzi e risate del pubblico. Tutto ciò, però, era prima di Hillary Clinton, la candidata unta dal presidente per la vittoria del 2016, che è riuscita nell’impresa impossibile di perdere contro Donald Trump. All’improvviso la Russia ha iniziato a occupare i notiziari del mattino, del pomeriggio, della sera. Donald Trump doveva essere ‘colluso’ con i russi. Era l’unica risposta all’altrimenti imponderabile questione: come ha potuto mai perdere Hillary Clinton? Tutti sapevano che aveva la vittoria in tasca, proprio come tutti sapevano che Donald Trump era un volgare pagliaccio la cui candidatura era una barzelletta di cattivo gusto. L’unico problema è che nessuno riesce a trovare prove che Trump sia stato effettivamente colluso con i russi. E non è che non ci abbiano provato. Finora non hanno trovato nulla. ‘Beh’, dite voi, ‘e allora quella mezza dozzina di prove contro i russi che Mueller ha consegnato la scorsa settimana?’ Eh, cosa? Come ha osservato Trump in un flusso ininterrotto di tweet, le prove di Mueller indicano un tentativo di infiltrazione nelle elezioni americane dei russi, non di una collusione tra i russi e Donald Trump. Vale comunque la pena ricordare che il fatto che i russi si intromettano non è certo una notizia. I russi, così come altri paesi, tentano infiltrazioni nelle elezioni americane da decenni. Proprio come, ci tengo a precisarlo, gli Stati Uniti intervengono regolarmente nella politica di altri paesi, Gran Bretagna inclusa. Ricordate quando Obama ci ha avvertito di non votare per la Brexit, pena essere spediti ‘in fondo alla fila’ (delle negoziazioni di trattati commerciali, ndt)? Ricordate quando, nel 2016, Obama inviò 350 milioni di dollari dei contribuenti americani a un’entità israeliana per aiutare a sconfiggere Benjamin Netanyahu? Le intromissioni di certi paesi nella politica di altri stati è qualcosa che le nazioni sovrane, soprattutto quelle ricche e potenti, fanno di continuo. I russi non sembrano riuscirvi particolarmente bene. L’altro elemento ironico è che anche se i media si stanno facendo un sacco di castelli sui russi, la Cina sta pedissequamente estendendo la sua rete di influenze e potere. Non passa giorno senza che non ci sia notizia degli avanzamenti militari e tecnologici cinesi. Le élite politicamente corrette americane stanno dando di matto per le interferenze russe. Intanto, una minaccia grave e variegata si sta plastificando appena al di là dell’orizzonte della loro coscienza. Quand’è che si sveglieranno?”.

 

traduzione di Tommaso Alberini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • mauro

    20 Marzo 2018 - 09:09

    Finalmente il Foglio si accorge che i pericoli per l'Occidente non sono nè Putin nè Trump? O forse se ne era accorto prima ed io, leggendo, non capivo.

    Report

    Rispondi

Servizi