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Un film monumento al politicamente corretto

"La forma dell'acqua" è un inno alla vanità di Hollywood. Sally Hawkins è perfetta, tutti gli uomini bianchi sono misogini e sadici. Un fallimento ideologico, scrive Spiked

19 Marzo 2018 alle 10:47

Un film monumento al politicamente corretto

Hollywood ama una cosa più di ogni altra – se stessa. Quindi non è sorprendente che ‘The Shape of Water’ abbia vinto tanti premi agli Oscar di quest’anno. Dopotutto, dipinge Hollywood come i bravi ragazzi”. Così Spiked critica il film vincitore di quest’anno.

 

“‘The Shape of Water’ (‘La forma dell’acqua’ il titolo dell’edizione italiana del film, nelle sale proprio nei giorni della premiazione a Hollywood, ndt) è la storia della relazione tra una creatura marina androgina e una donna muta chiamata Elisa (Sally Hawkins), che lavora in un laboratorio governativo sotterraneo a Baltimora nel 1962. Incontra l’anfibio ultraterreno, uno dei detenuti nel laboratorio e si innamora attraverso le sue solite registrazioni di musical jazz e di Hollywood. Il cattivo, che ha catturato la creatura, è il colonnello Richard Strickland (Michael Shannon). Quando Elisa sente che Strickland – che a questo punto l’ha già violentata sessualmente – progetta di uccidere la creatura, la aiuta a fuggire. Nelle scene finali, entrambi fuggono insieme, vivono sott’acqua. Le cicatrici sulla gola di Elisa, che si pensava fossero la causa del suo mutismo, si rivelano branchie.

 

Sally Hawkins è perfetta. E’ una fragile vittima del patriarcato. Non può affrontare gli uomini sul loro territorio, la terra. La sua unica via di fuga è il mondo alternativo dell’acqua. Il simbolismo femminile va in overdose quando Elisa si lega alla creatura dandogli le uova che bolle nell’acqua ogni mattina. L’acqua è la metafora centrale del film, che rappresenta l’altro mondo possibile, che penetra costantemente nella realtà dominata dal patriarcato capitalista dell’America del dopoguerra. L’acqua è l’elemento di Elisa. Ci cucina il suo cibo. Si masturba nel bagno ogni mattina. Uno dei suoi compiti in laboratorio è quello di asciugare. Il patriarcato la costringe a combattere la propria identità di donna oppressa della classe operaia. Per sottolineare questo tema, Del Toro rende Elisa muta. Il film non ammette sfumature. Tutti gli uomini bianchi nel film sono misogini sadici, assetati di potere e sadici. Strickland è un fumetto quasi trumpiano e unidimensionale di mascolinità tossica. Assalta le donne, fa commenti razzisti. E’ insensibile ed egoista – specialmente a letto. Nel frattempo, i buoni personaggi sono neri, gay, disabili e donne – la quadriga della politica dell’identità. Sono gli emarginati: la donna muta, la donna nera, la casalinga, la vecchia regina gay, il mostro marino. Il film è un monumento alla vanità di Hollywood. Il mostro ora è completamente buono e l’uomo bianco ora è totalmente cattivo. E qui sta il problema principale del film. Guillermo del Toro è un grande regista e ‘The Shape of Water’ è visivamente interessante e coinvolgente. Ma è anche un film che, fallendo ideologicamente, fallisce anche come cinema”.

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Commenti all'articolo

  • ilgimmi62@alice.it

    ilgimmi62

    19 Marzo 2018 - 16:04

    Concordo pienamente, dopo dieci minuti si capisce dove va a parare e sono uscito dalla sala.

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  • Dario

    Dario

    19 Marzo 2018 - 12:12

    Gli unici veri cattivi sono il colonnello e il suo capo. Lo scienziato-spia russo è sostanzialmente positivo (e poco filosovietico); la protagonista non viene violentata ma 'solo' molestata dal cattivo. Dettagli, ma neanche tanto

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