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Il rettore che resiste al pensiero unico

E’ Robert Zimmer, a capo dell’Università di Chicago, dove, scrive il Wall Street Journal, lotta contro il pol. corr., invitando a parlare (anche) Steve Bannon

12 Marzo 2018 alle 11:26

Il rettore che resiste al pensiero unico

Steve Bannon (foto LaPresse)

La neve ricopre candida i terreni circostanti l’Università di Chicago, e tutto attorno la natura pare soffice e pervasa di serenità. Sereno è anche Robert Zimmer, il settantenne preside dell’ateneo, mentre parla di un invito che potrebbe gettare il campus nel caos”. Esordisce così Tunku Varadarajan, fellow della Hoover Institution di Stanford, sul Wall Street Journal. “Per l’inizio del mese prossimo è previsto un incontro con Steve Bannon, e Zimmer si sta già prendendo delle critiche per l’imminente apparizione dell’ex braccio destro di Donald Trump, paladino dei conservatori alt-right.

 

Bannon è esattamente il tipo di persona considerato un anatema sui campus americani, e tuttavia Zimmer sembra imperturbato all’idea della sua visita, sicuro che avverrà senza grandi complicazioni. ‘E’ stato piuttosto interessante vedere le reazioni a questo invito, perché come potrà immaginare molte persone in opposizione a Steve Bannon si sono espresse contro il suo invito’ ha detto Zimmer. Eppure ‘gli studenti sono stati impeccabili’, hanno parlato con il professore che ha organizzato l’evento e ‘hanno messo in chiaro di voler avere questa conversazione’.

 

Bannon è stato invitato all’università da Luigi Zingales, un professore di Finanza. Quando ho chiesto al professor Zingales, per e-mail, perché aveva invitato Bannon, ha detto che ‘egli è stato in grado di interpretare una generale insoddisfazione nell’elettorato, che gran parte degli accademici non ha colto. (…) A prescindere da quel che si pensa delle sue posizioni politiche, avere una discussione con lui può sicuramente insegnare qualcosa’. Come Zimmer, anche Zingales ha accolto le proteste pacifiche (di studenti e corpo docente, ndt) come un salutare esercizio di libertà d’espressione. ‘Ammiro il modo in cui gli studenti hanno condotto le loro proteste’ ha scritto. ‘Esprime bene i valori di questa università’.

 

Da tempo l’Università di Chicago gode di un’ottima reputazione per essere un luogo di ricerca intellettuale audace, senza scrupoli. La sua celeberrima facoltà di Economia, per esempio, non è certo un posto in cui vanno accademici dalle idee color pastello per sperimentare le proprie teorie. Negli ultimi anni, mentre i college d’America censuravano certe idee poco modaiole, Chicago ha consolidato una fama parallela di ateneo modello per la libertà d’espressione. Gran parte del merito va a Zimmer, che ne è diventato preside nel 2006.” Tra le altre cose, sta organizzando incontri con presidi di licei per discutere l’eventualità di iniziare a insegnare il valore della libertà d’espressione già agli studenti delle scuole superiori. Questo “perché Zimmer crede che ‘la libertà d’espressione, per molti, non è innata. Non è una risposta istintiva’. I giovani hanno bisogno che ‘gliela si insegni’, ed è meglio che le università non debbano iniziare da zero”.

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