cerca

Così l'Isis ha cercato di riscrivere la storia

L’allarme dell’Unesco sulla distruzione dell’antichità: agli estremisti non può essere permesso di fare pulizia culturale, scrive il National (16/2)

12 Marzo 2018 alle 10:51

Così l'Isis ha cercato di riscrivere la storia

Palmira (foto LaPresse)

Il direttore generale dell’Unesco ha detto che agli estremisti non può essere permesso di fare ‘pulizia culturale’, come parte del tentativo di lacerare le religioni e le comunità” ha scritto Caline Malek su The National. “Audrey Azoulay ha detto anche che la distruzione fisica degli edifici religiosi e storici e i tentativi di ‘cancellare’ la storia recente peggiorano la lacerazione di un mondo, come il nostro, sempre più diviso. Ha detto che abbracciare la cultura è un modo valido di lottare l’estremismo. ‘La scienza e gli studi umanistici rappresentano entrambi l’espressione più alta della creatività umana’, ha aggiunto. ‘E’ per questo che l’insegnamento delle materie umanistiche è fondamentale per stimolare la creatività, il pensiero critico, l’innovazione, per imparare a imparare e per imparare a vivere in pace con gli altri. L’istruzione non è solo una questione di competenze da acquisire: si tratta anche di trasmettere valori’.

 

L’èra digitale ha portato con sé la crescente minaccia delle ‘fake news’, che passa dai social media e da internet e facilita il reclutamento di giovani leve nei gruppi estremisti. ‘Oggi sappiamo che il mondo deve affrontare l’ondata crescente di estremismo che minaccia le nostre società’, ha detto l’Azoulay. L’organizzazione di cui è a capo (l’Unesco, ndt) lavora per promuovere la pluralità delle espressioni culturali, per coadiuvare la comprensione e il rispetto per gli altri sulla base dei diritti umani e della diversità. ‘Internet può aprire nuovi dialoghi attraverso le piattaforme globali della danza, del teatro, della letteratura, della musica e del cinema’ ha aggiunto. ‘L’Unesco è in prima fila nella battaglia per la diversità culturale nell’èra digitale e, collettivamente, i governi sono sempre più consapevoli del fatto che la cultura è la chiave di volta della pace’.

 

Per la prima volta, l’anno scorso, il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità la Risoluzione 2347 che riconosce un ruolo più ampio, nel mantenere la pace e sostenere la riconciliazione, alla preservazione del patrimonio culturale. ‘La nostra intelligenza collettiva può aiutare ad affrontare le sfide epocali che ci aspettano. Questo tipo di discorso è assai più necessario in questo momento di grande innovazione, che ci richiede di prevedere i risvolti della partita e costruire una struttura sociale che si regga sul valore della dignità umana’. Abbiamo visto il potere della tecnologia, attraverso l’e-learning e un numero enorme di corsi didattici online, nell’accrescere la qualità dell’apprendimento umano’, ha detto. ‘Abbiamo solo grattato la superficie del potenziale della tecnologia applicata all’istruzione. Per poter procedere con questo grande progetto, dobbiamo porci due domande: quali sono le maggiori forze che plasmeranno il nostro futuro e, sopratutto, che tipo di mondo, e fondato su quali valori, vogliamo lasciare ai nostri figli?”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi