#MeToo e il nuovo ordine morale
Nel nome della protezione delle donne si rischiano la censura e un moralismo di ritorno. Il riflesso di una guerra tra femminismi, scrive il Monde
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22 JAN 18

Catherine Deneuve all'apertura del Festival Premiers Plans D'Angers (foto LaPresse)
Storica di fama internazionale e professoressa emerita presso l’Università Denis-Diderot di Parigi, Michelle Perrot parla dell’appello di cento donne pubblicata sul Monde e co-firmato da Catherine Deneuve. Un appello contro il puritanesimo e #MeToo. Non lo approva, ma ritiene che abbia delle ragioni: “Temono che questa protesta femminile possa respingere i confini delle libertà di ogni tipo: sessuale, artistica, creativa. Che un moralismo di ritorno copra le spiagge scoperte e talvolta bruscamente conquistate dal pensiero libertario, come prima copriva le nudità degli affreschi di Michelangelo. Che il corpo e il sesso diventino di nuovo un mondo proibito. Nel nome della protezione delle donne, un ordine morale insidioso non favorisce la censura contraria all’invenzione creativa e il libero flusso dei desideri. Per molto tempo, le analisi di Foucault hanno svelato i fili neri della storia della sessualità e le insidie dei tabù”. Il rischio è la censura.
“E’ legittimo voler cambiare la ‘Carmen’? Dovremmo rimuovere un dipinto di Balthus? Dovrebbero vietare i film di Roman Polanski? Censurare, nascondere, persino modificare queste opere, letterarie o pittoriche, sarebbe sciocco, come rimuovere la sigaretta dalla foto di Sartre. Questa polemica è il riflesso di una guerra di femminismi, con da un lato un femminismo di ispirazione anglosassone, proveniente dai campus americani. e dall’altro il femminismo à la française, temperato in una tradizione di ‘cortesia’ e ‘galanteria’”.