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Siamo nell'èra dell'antiterrorismo di massa

Ormai siamo più sorvegliati di Bin Laden: aziende che vendono sistemi di riconoscimento facciale da usare per strada, emiri che fanno shopping di software di sorveglianza avanzati. Così l’intelligence ci è finita nel telefono

9 Febbraio 2020 alle 06:00

Un artificiere dell’esercito americano durante una missione in Afghanistan nel 2011 (Umit Bektas  / Reuters)

Un artificiere dell’esercito americano durante una missione in Afghanistan nel 2011 (Umit Bektas / Reuters)

Negli ultimi cinque anni è successo un cambiamento che riguarda campi che un tempo erano separati: lo spionaggio, l’antiterrorismo e noi. Alcuni strumenti di guerra non convenzionale prima erano usati in modo micidiale per scovare, fermare e colpire i cattivi. Per esempio i terroristi che progettano un attentato oppure che vogliono passare attraverso una città senza farsi individuare oppure ancora i laboratori dove si lavora a un programma atomico clandestino. Oggi gli stessi strumenti sono diventati di uso comune. Dove...

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Daniele Raineri

Daniele Raineri

Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione.

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