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"C'è sempre tempo per cambiare punto di vista". Parla Alessandro Cicoria
"Chissà quale tipo di intelligenza leggerà i nostri archivi svelandone il mistero"
di
13 JAN 24

Fauna d'arte è una ricognizione intergenerazionale sugli artisti attivi in Italia. Ci facciamo guidare nei loro studi per conoscere dalla loro voce le opere e i modi di lavorare e per capire i loro sguardi sull’attualità. Il titolo si ispira a una sezione di Weekend Postmoderno (1990), il romanzo critico con cui Pier Vittorio Tondelli ha documentato un decennio di cultura e società italiana. A differenza del giornalismo e della saggistica di settore, grazie a “Fauna d’arte”, Tondelli proponeva uno sguardo sull’arte contemporanea accessibile e aperto, interessato a raccontare non solo le opere ma anche le persone, il loro modo di vivere dentro l’arte.
Oggi questo approccio ci permette ancora di parlare degli artisti, ma in futuro anche delle altre figure professionali come critici e curatori, galleristi e collezionisti, con lo scopo di restituire la complessità di un sistema attraverso frammenti di realtà individuali.
Nome: Alessandro Cicoria
Luogo e data di nascita: Giulianova 07/09/1980
Galleria di riferimento e contatti social: @alessandrocicoria
L'intervista
Intervista realizzata in collaborazione con Giulia Bianchi
A che cosa stai lavorando?
Sto chiudendo un libro con un editore francese, Three Star Books. Il volume è pensato come un percorso di immagini e fotografie che traducono la mia pratica in un libro oggetto.
Quali sono i tuoi riferimenti visivi e teorici?
Svariati, vanno dalle sculture preistoriche alle ceramiche dei bar, dai pittori del Cinquecento alle pitture ossidate dei muri romani, dai saggi di filosofia alla cultura vernacolare.
Com’è organizzata la tua giornata di lavoro?
Lavoro a lunghi cicli di produzione che si attivano dopo un periodo di osservazione.
Che cos’è per te lo studio d’artista?
È uno spazio sia mentale che fisico. In quest’ultimo ci arrivo quando sono svuotato dalle idee e a quel punto inizio a lavorare.
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Con quali criteri decidi di usare un linguaggio espressivo anziché un altro?
In maniera istintiva e intuitiva, non ho il controllo delle associazioni tra i linguaggi. Questi linguaggi si scambiano e si ibridano come i dialetti e le lingue che si incanalano e persistono in alcuni luoghi. A volte mi accorgo che quel linguaggio è buono solo quando ho finito di usarlo.
In che modo hai iniziato a fare l’artista?
Quando avevo vent’anni, in Abruzzo, scattavo fotografie in analogico e stampavo in camera oscura. Ho collezionato un bestiario di volti antichi che poi associavo alle divinità classiche. Era un modo per viaggiare nel tempo. Credo sia la prima pratica che ho sviluppato da autodidatta e senza l’intenzione di fare l’artista.
Che rapporto c’è fra verità e archivio?
Penso che c’è sempre tempo per aprire una cassettiera, tirare fuori un lavoro e cambiarne il punto di vista. Chissà quale tipo di intelligenza leggerà i nostri archivi svelandone il mistero e poi diremo che tutte le interpretazioni saranno vere.
Qual è la funzione dell’arte oggi?
L’arte lavora in silenzio e ha bisogno di tempo per acquistare valore. Non penso a una funzione ma a una attrazione verso qualcosa di incerto e indefinibile.
Ci parli del progetto Studioli?
Studioli è stato fondato insieme a Valerie Giampietro quasi dieci anni fa, ed è un’estensione della nostra pratica di artisti. All'interno di un borgo vicino al fiume Tevere queste stanze congelate negli anni '70 venivano utilizzate come garçonnière. Studioli è diventato progressivamente un progetto che comprende la curatela di mostre, la produzione di libri d'artista e progetti internazionali, ma è anche un set nel quale creare interazioni e scambi energetici.
Le opere
Untitled_Rosa Luce, 2022, gouache e sali d’argento su carta, 55x75 cm
Cuoreartificialeoperazione aapertonobile generoso delicatotenero purol’intimo il profondo l’abissso deli moti la voce i palpiti delamico donna delabbondanza delpersona di buondi buondidi tutto
Monocromo_Bianco, 2023, sali d’argento su carta, 140x200 cm
Monocromo_Rame, 2023, gouache e sali d’argento su carta, 140x200 cm
con tutto ilcolin mano insuo controavere undi tigredi ferro di pietradi ghiaccio col pelosulle labbranello zuccheroliberoavere qualcuno una spina nelavere aqualcuno avere indi fare qualcosa
Volume II, 2020, daylight film, 50x2000 cm, Laure Genillard Gallery, Londra
dare donare ilrubare prendere ila qualcuno dar nel essere nela qualcuno stare aa qualcunosentire stringersi allargare ilsentirsi piangere ridere ilsentire un tuffo alridere distruggersi il
Silver Self-Portrait Without Red, gouache e sali d’argento su carta, 140x200 cm
mangiarsi rodersi ilmettersi ilin pacemettersi porsi inqualcunomettersi una mano sulprendersi atoccare ilarrivare alleggere nelaprire il proprio
Cicoria, Vin Vin Gallery, installation view, 2018
spezzare trafiggerestrappare schiantare ildi pocoperdersi difarsipigliarnon gli regge non gli basta ill’atleta la squadra ha gareggiato colunsemplice un nobile
Untitled_Perla, 2022, sali d’argento su carta, 70x100 cm
Untitled_Rosa, 2022, sali d’argento su carta, 70x100 cm
di leone di conigliosolitarioaffari pene disi strinse il figlio alsopra l’altare c’è und’argento nelcittà della nottedell’estate del legno di lattugadella foresta della peradi mare di mariaocchio non vedenon duole
Time Tablets, 2015, sali d’argento su ceramica, 6x9x13 cm, Laure Genillard Gallery, Londra
malattie delmuscolo delcavità delcontrazione dilatazione delesame deltrapianto delfinché il miobatteràasse didel problema del dibattito
Chimera, 2023, gouache e sali d’argento su carta, 80x120 cm
Untitled_Interno Giallo, 2022, tempera e sali d’argento su carta, 50x70 cm
accettare acconsentire di buonascolta il tuomi batte ilin festaviene dalva dritto al
Aerofoni, 2018, ceramica, 35x50x60 cm
il segreto del suomi manca ildal fondo delparla alparlare aaperto
Studioli TV, 2018-2020, film Hi8 colore, Retrofuturo. Note per una collezione, Museo MACRO, Roma
aprire il proprioa pezziin alti ici andò di buondal fondo del suonel segreto del suomio!