il figlio
Istruzioni materne per una figlia in arrivo a Torino con le amiche
La libertà comincia da una madre che si finge assente, ma ha pensato a tutto: dalle chiavi al bar al Vermentino, fino alla pianta da far ridere
di
15 MAY 26

Una veduta di Torino (foto Ansa)
Cara figlia che in questo momento sei in treno (se ti sei ricordata di salirci) per venire a Torino con le tue amiche. Visto che non rispondi ai miei messaggi, ti scrivo qui, giuro che è per utilità e non per logica del martirio.
Ti ho lasciato le chiavi al caffè Elena, proprio sotto casa. Le ho messe in una busta e ci ho scritto sopra il tuo nome, non puoi sbagliarti. Ti prego solo di non perderle, sono le uniche chiavi che ho. So che adesso stai sbuffando perché ti dico troppe cose con troppo anticipo, faccio elenchi, e tu ti senti soffocare, minata nella tua libertà, ma io temo che tu arrivi, libera e bella, con il sacco a pelo e con altre cinque ragazze in una casa pensata per una persona (io), e cominci a chiederti: dove sono le chiavi? Prima che tu provi a scavalcare il cancello, a scassinare la porta, o peggio a telefonarmi, vorrei darti qualche strumento per sopravvivere senza una madre
Amore, pensami come il fantasma del Louvre. Non esisto. Non hai una madre. Non telefonarmi, non mandarmi vocali, non farmi venire la tentazione di ascoltarli o di bloccarti. Facciamo che sono scappata di casa e che ho fatto perdere le mie tracce. Facciamo che questo è il mio biglietto di addio. Non devi preoccuparti, ho già riempito il frigorifero di roba da mangiare e ho preso anche i crackers senza glutine per le tue amiche allergiche. Ho cambiato le lenzuola, ho recuperato dei materassini da campeggio, ho comprato un bagnoschiuma nuovo e credo di essere riuscita a sbloccare lo scarico della doccia. Dovreste riuscire a non allagare il bagno. Se invece decidete di allagarlo, vi prego solo di non usare il phon a piedi nudi. Aprite le finestre, anche se dovesse piovere, perché so benissimo che fumerete in casa. Vi vedo. Svuotate i posacenere. Buttate la spazzatura, a un certo punto, quando inizierete a tossire e a sentirvi soffocare. Ho fatto scorta di banane, per il potassio. Ho fatto scorta di assorbenti, per il calcolo delle probabilità.
Non ci sono vasi da rompere, ma solo un gatto di ceramica a cui tengo molto, è il protettore della casa. I libri potete leggerli, ma non escono dalla porta, sennò il gatto di ceramica vi perseguiterà nei sogni. Sulla soglia del ballatoio troverete delle montagnette di sale grosso: sono stata io, ma non voglio che si sappia il motivo. Ero al bar a leggere i giornali e una signora con occhi di fuoco mi si è avvicinata e mi ha detto: tu fai tutto per gli altri e nessuno fa niente per te. Dirai: furba la signora, ti ha detto proprio quel che pensi. Sì, molto furba, infatti le ho offerto il caffè, e mi ha detto che devo buttare il sale per liberarmi dalle invidie di una certa falsa amica. Sai che non credo per niente a queste cose, ma ho fatto le scale due alla volta per tornare a casa e cercare il sale e l’ho buttato negli angoli, di spalle, con la mano sinistra, recitando a occhi chiusi le parole che la signora mi ha ordinato di recitare. Questo non dirlo alle tue amiche, di’ che è per i topi.
Caro amore sbuffante, vi lascio anche dei biglietti per la metropolitana e una bottiglia di Vermentino di Sardegna in frigorifero: è leggero, è fresco, non vi farà male. Di tutto il resto, non voglio sapere niente. Siete libere. Una cosa soltanto: la mia unica pianta, quella che ho chiamato come la nonna. Non annaffiatela, non annegatela, non spostatela dal davanzale della finestra, ma parlatele, ballatele davanti, ridete. Lei con me si annoia troppo, proprio come te.
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Annalena Benini, nata a Ferrara nel 1975, vive a Roma. Giornalista e scrittrice, è al Foglio dal 2001 e scrive di cultura, persone, storie. Dirige Review, la rivista mensile del Foglio. La rubrica di libri Lettere rubate esce ogni sabato, l’inserto Il Figlio esce ogni venerdì ed è anche un podcast. Ha scritto e condotto il programma tivù “Romanzo italiano” per Rai3. Il suo ultimo libro è “I racconti delle donne”. E’ sposata e ha due figli.