Il Figlio
Tutti per uno, uno per tutti. Anche nelle avventure di un bambino di oggi
Athos, Porthos, Aramis e il loro protégé d’Artagnan sono senza tempo: coraggio senza paura, non credono al rischio, neanche nel mondo post Covid, sono spiritosi, l’onore viene prima dei likes, amano l’amicizia, le donne e il vino
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2 MAY 26

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Quando ho letto del possibile ritrovamento in Olanda dello scheletro di D’Artagnan, ho pensato a cosa farebbe un moschettiere oggi: una chat di gruppo “Les inseparables”, “Tutti per uno, uno per tutti”. Un artificio retorico inutile. La bellezza del loro codice è nel passato. Nei mantelli che materializzano un’avventura, nelle spade usate come arte. Un costume di carnevale che s’indossa senza capire. Una libreria in una casa di campagna con tutti i classici. Io negli anni ‘90 giocavo a Tom Sawyer, Huckleberry Finn, ma oggi dicono che è impossibile. Ci sono duelli sull’ipad? Forse sì, anche teenager cresciuti online a volte prolungano i giochi d’immaginazione. Athos, Porthos, Aramis e il loro protégé d’Artagnan sono senza tempo: coraggio senza paura, non credono al rischio, neanche nel mondo post Covid, sono spiritosi, l’onore viene prima dei likes, amano l’amicizia, le donne e il vino.
In un periodo di complotti, di un “nuovo ordine mondiale” ribaltato, ogni conquista post-1945, ogni bomba atomica, ogni alleanza, i moschettieri verrebbero ridotti a forze speciali che lavorano nella private security? Athos è silenzioso, malinconico e ha un passato tragico e un codice d’onore impeccabile. Un politico gli darebbe del perdente. Lui giudica il mondo dalla sua casa di Bordeaux sorseggiando un bicchiere di vino. Ma è la terza guerra mondiale, dove sono finiti i suoi amici? Deve chiamarli!
Porthos è famoso online: sportivo, flamboyant. Insegna i valori del passato con citazioni pretenziose ma apprezzate. Aramis vive in un cottage colorato nella Bay Area, tecnocrate ma cerca la spiritualità sul Mt Shasta, nelle bandiere tibetane e nel misticismo. Canta dei minatori e del Tirtha Yatra. Ama le donne ma odia la manosfera, come i gentiluomini veri. Fa il volontario nelle mense dei poveri, studia teologia la sera e chatta con Dio su Chat gpt, usa droni.
D’Artagnan è ambizioso, viene dalla provincia. Ha idealismo. E’ lui a riportare lo spirito d’avventura per risistemare il mondo, salvarlo dalla paura, anche climatica. Fermare un attacco cibernetico non è divertente come cavalcare, i morti non si salvano grazie a qualche mercenario, ogni ideologia del Novecento si è interrotta. Vuole salvare un’israeliana, una palestinese ma il traffico aereo è interrotto. Invece della polarizzazione vince la Lealtà. Sarebbero confusi da governi che si contraddicono in poche ore. I moschettieri devono fare la cosa giusta. Il coraggio non cambia anche se le spade si caricano a elettricità come le Tesla.
Mio figlio non ha ancora capito le armi. Usa le bacchette della batteria come spade, come una bacchetta di Olivander, come i Mouseketeers. Tutte le virtù della crescita oggi ci vengono trasmesse non dai codici dei cavalieri, ma da consigli parentali algoritmici. Gli racconto che erano migliori amici, davvero. D’Artagnan arriva nella grande città. Come si deve fare per crescere. Chiede “In una casa? Da grande?”. Diventa moschettiere dopo qualche litigio. E ora sono in quattro.
Cosa facevano? Correvano! Saltavano! Si nascondevano! Pronti all’avventura! Uno aveva paura, gli altri lo aiutavano, proprio come fai tu. Mio figlio prende per mano un bimbo, lo aiuta a camminare, ma vuole andare a cavallo. Penso a quello che mi ero segnata con il pancione, ricopiando Dumas: Figlio mio, sii degno del tuo nobile nome (…) Ricorda che è con il coraggio, e solo con il coraggio, che un nobile si fa strada oggigiorno. Non temere le opportunità e cerca l’avventura. Figlio mio, tutto ciò che posso offrirti sono quindici ecus, il mio cavallo e il consiglio che hai appena ascoltato. Fai buon uso di questi doni e vivi una vita lunga e felice.