Foto di Brett Jordan, via Unsplash 

Il figlio

Sopralluogo di una città le cui strade raccontano il rapporto con il padre

Fuani Marino

Andrea Canobbione, nel libro "La traversata notturna" tesse la mappatura di Torino, in cui ogni luogo corrisponde a un ricordo del genitore. E la prossimità del figlio con la depressione paterna si fa evidente

Le strade delle città si prestano bene a divagazioni, pensieri a cui lasciarsi andare camminando, oppure fermi a osservare un luogo. La nostra stessa mente è un reticolo di strade, talvolta è possibile individuare, nei pensieri, un percorso speculare. Libri come Città sola di Olivia Laing e Città Aperta di Teju Cole raccontano bene questo duplice fluire, nelle gambe e nei ricordi.

 

Ne La traversata notturna (La Nave di Teseo), Andrea Canobbio tesse una mappatura della sua città, una griglia in cui a ogni luogo di Torino corrisponde un ricordo del padre. Si tratta di un padre scomodo perché incapace di vivere, malato di depressione per la maggior parte della sua vita e che, una volta morto, non si lascia dimenticare. Per non farsi travolgere, Canobbio si costringe a un meticoloso piano di sopralluoghi, cercando di dare un ordine a ciò che ne è privo per definizione: le reminiscenze. Il padre gli appare ovunque, a ogni angolo, nei palazzi progettati da lui e in quelli che ha semplicemente visitato. Talvolta chiede a un amico di accompagnarlo - ha paura di sembrare matto, che gli altri passanti si chiedano cosa faccia lì. Nonostante i sopralluoghi siano per lo più diurni, i ricordi, gli aneddoti, le divagazioni e le fotografie contenuti nel libro attraversano una lunga notte, quella di cui un uomo e un’intera famiglia non hanno potuto liberarsi.

 

Nelle oltre cinquecento pagine si dipana quindi la prossimità del figlio con la depressione del padre, il suo essere spettatore prima inconsapevole, e sempre involontario, di pianti, lamenti, scene strambe. L’autore ci racconta cosa significa crescere in un ambiente il cui ordine è sovvertito. Ebbene, tutti noi genitori depressi possiamo ritenerci soddisfatti. Non solo perché La traversata notturna è un bel libro, ma anche e soprattutto perché il suo autore sembra essere venuto su abbastanza bene, nonostante la malattia del padre. Nulla che si erediti automaticamente e senza possibilità di salvezza, quindi. Solo la necessità, comprensibilissima, una volta perso il padre (e forse proprio per questo) di dover raccontare. Ma La traversata notturna è anche un viaggio nei libri: La volpe pallida di Marcel Griaule e L’Africa fantasma di Michel Leiris accompagnano il racconto sin dalle prime pagine. 

 

Il figlio osserva, ricorda, ma il padre resta un enigma. Si potrebbe dire che il vero sopralluogo, in realtà, sia alla figura paterna, continente inesplorato. Sulle tracce del padre, Canobbio analizza le sue vecchie agende, interpretando gli umori attraverso la punteggiatura e le annotazioni. “Certe sue frasi mi sono rimaste scolpite nella memoria per ragioni che ignoro”, scrive, ricordando quanto fosse “diventato impermeabile al suo dolore”, con la depressione ormai “rumore di fondo”.

 

Ma veniamo a lui: l’ingegnere, lavoratore indefesso, porta avanti il suo dovere nonostante tutto, ma ad un tratto si ammala, senza quella ragione specifica che in genere ogni malato psichico continua a cercare per tutti gli anni a venire, invano. Pare che la sua fosse una depressione resistente ai farmaci, che neppure alcuni ricoveri riescono a mitigare, ma anche quando la diagnosi è meno impietosa, la vera guarigione non arriva mai. Non resta da far altro che barcamenarsi e sperare nell’indulgenza altrui. Nonostante l’ipocondria, nonostante l’egocentrismo paterno, nonostante tutto, abbiamo un padre abbastanza sano di mente da consigliare al figlio di non seguire le sue orme ma di trovare la propria strada (quanti padri, oggi come allora, sanno fare lo stesso?). Il figlio, però, ancora una volta resta deluso: avrebbe voluto costruire qualcosa insieme a lui, senza capire che era impossibile, o che forse, se davvero qualcosa insieme hanno costruito, è stato questo libro. 

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